Luci nel settore costruzioni, non per i “grandi”


Comincia a intravvedersi qualche luce anche nel settore costruzioni, il più colpito dalla crisi. Il volume d’affari a prezzi correnti è salito del 2,1% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La tendenza positiva riguarda le piccole e medie imprese, ancora negativo l’andamento per quelle oltre i 50 addetti. Sono alcune indicazioni che emergono dall’indagine sulla congiuntura delle costruzioni realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. Volume d’affari – Prima dell’inizio del 2015, l’ultimo dato positivo risaliva al quarto trimestre 2012. Si riduce però la quota delle imprese che rileva un volume d’affari in aumento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, che scende dal 40,7 al 35,6%. Un dato comunque elevato che, con l’esclusione dello scorso trimestre, non era stato più rilevato dal secondo trimestre del 2008. La svolta in positivo riguarda le piccole (+2,9%) e le medie (+2,7) imprese, mentre la tendenza resta negativa per quelle grandi (-1,5). Ammortizzatori sociali – In totale, le ore autorizzate di cassa integrazione nei primi sei mesi dell’anno sono state circa 5 milioni, -12,6% rispetto all’analogo periodo del 2014. Ma la crisi ha uno strascico, le ore autorizzate per interventi straordinari, in gran parte connesse a crisi aziendali, pari a circa 2 milioni e mezzo, sono aumentate dell’8,7 per cento. Il Registro delle imprese – Gli effetti della crisi passata continueranno a farsi sentire. A fine giugno le imprese attive nelle costruzioni erano 68.824, quindi 1.617 in meno in un anno (-2,3%). La riduzione è più ampia tra quelle operanti nei lavori di costruzione specializzati (-914 unità, -1,8%), ma molto più rapida per le attive nella costruzione di edifici (-3,7%, -688 unità). La diminuzione è determinata dalle ditte individuali (-2,8%, 1.372 unità) e dalle società di persone (-3,9%), che risentono negativamente dell’attrazione della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa viceversa incide sull’aumento delle società di capitali (+1,1%). Da segnalare l’elevata flessione per i consorzi e le cooperative (-4,4%).

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