Lotta all’evasione, in E-R il bottino sale a 630 milioni


BOLOGNA, 27 APR. 2010 – Nel 2009 si è inasprita la lotta agli evasori emiliano-romagnoli. Grazie all’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate, nella nostra Regione sono stati incassati dall’erario 630 milioni di euro, un riscosso complessivo più alto del 22% rispetto all’anno precedente. Nel mirino degli 007 del fisco l’intera platea di contribuenti, dai cosiddetti “grandi contribuenti” (imprese con volume d’affari superiore a 100 milioni) alle imprese medie e piccole, fino ai professionisti e persone fisiche. Una sempre migliore qualità dei controlli ha permesso un aumento del 20% degli accertamenti nei loro confronti (+ 9.334) e un conseguente incasso pari a 386 milioni (+ 50% rispetto al 2008). La maggiore imposta accertata tocca quota 3,8 miliardi di euro.Gli oltre 55mila accertamenti hanno interessato 211 grandi imprese, 974 aziende di medie dimensioni, 18.392 professionisti e piccole imprese, 35.939 persone fisiche. Completano il quadro dei controlli sulle imprese i 700 interventi esterni (verifiche e accessi), che hanno rilevato una maggiore imposta di 47 milioni di euro per l’Iva e recuperi per 353 milioni di imposte dirette e 352 milioni di Irap. Sul fronte del riscosso, è consistente il contributo degli accertamenti, che hanno consentito un recupero di 386 milioni di euro, mentre restano costanti gli introiti provenienti dall’attività di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi (241 milioni di euro). Sono positivi, infine, i dati sugli accertamenti definiti per adesione – i casi in cui il contribuente preferisce un accordo con il fisco senza ricorrere al contenzioso  – che, pur restando pressoché invariati rispetto al 2008 (circa 21mila), registrano un incremento della maggiore imposta definita del 70%, toccando quota 170 milioni di euro.Tra gli strumenti di accertamento, in circa 2.300 accertamenti (+155% rispetto al 2008) è stato utilizzato il redditometro, per verificare la congruenza tra reddito dichiarato e consumi, per una maggiore imposta accertata di 32 milioni di euro (+118% nel confronto con l’anno scorso) e una maggiore imposta definita che cresce del 312% (6,8 milioni). Nella morsa del fisco i soggetti non congrui agli studi di settore: i 5mila accertamenti hanno portato alla luce una maggiore imposta accertata media di oltre 9mila euro (+40% sul 2008) e una maggiore imposta definita che cresce del 55%.“I risultati confermano la funzione sempre più essenziale dell’Agenzia che, insieme alla Guardia di Finanza, rappresenta un forte presidio di legalità fiscale e assicura al bilancio dello Stato consistenti flussi di gettito – afferma il Direttore Regionale, Antonino Gentile – A febbraio di quest’anno l’Emilia-Romagna ha completato la riorganizzazione sul territorio con l’apertura di nove Direzioni provinciali organizzate in più aree di controllo (imprese medie, imprese piccole e professionisti, persone fisiche ed enti non commerciali). Ciò garantisce una sempre più mirata ed efficace azione di contrasto all’evasione". "L’incremento del riscosso da accertamento, aumentato del 50% rispetto al 2008, porta gli incassi a 386 milioni e dimostra la qualità dell’impegno dei funzionari dell’Agenzia – prosegue Gentile – Voglio sottolineare, infine, due dati. Il primo riguarda gli ottimi risultati conseguiti con il redditometro: l’Agenzia punta sull’ammodernamento dello strumento includendo nuovi elementi indicatori di capacità contributiva, come l’iscrizione in circoli esclusivi, viaggi di particolare entità, significative spese per ristrutturazioni di immobili. L’altro dato significativo è quello delle adesioni sugli accertamenti da studi di settore, che mette in evidenza come il contraddittorio preventivo con il contribuente concorre ad aumentare l’adesione spontanea”.

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