L’occupazione frena, ma la Cnh investe


Gli occupati continuano ad aumentare di numero, ma lo fanno molto più lentamente rispetto al 2015, quando a spingere la rioccupazione in tutti i settori ci hanno pensato i maxi incentivi del Jobs Act. I dati INPS aggiornati al luglio del 2016 dicono che in Italia gli occupati in più nel settore privato sono 92mila, ma quelli a tempo indeterminato sono ben 17mila in meno. Tornano a crescere con forza stipule contrattuali stagionali, +40mila il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni; +63mila i tempi determinati, +6mila gli apprendistati; ma come detto, a fronte di 49mila nuovi contratti a tempo indeterminato ce ne sono 66mila che cessano. Le conversioni da tempo determinato a indeterminato sono state 7.700, il 42% in meno rispetto a un anno fa; le assunzioni indeterminate ex novo 14mila, il 34% in meno. Si licenzia un pochino di meno, l’8,5% in meno, ma è bene ricordare che chi ha assunto a tempo indeterminato avvalendosi del Jobs Act avrà ancora due anni per decidere sul da farsi. Continua invece a crescere a dismisura il numero dei voucher, strumenti di pagamento pensati per le prestazioni occasionali ma che spesso vengono usati per camuffare il lavoro subordinato: dopo l’aumento di 3,3 milioni fra 2014 e 2015, pari al 73%, l’ultimo anno ha fatto registrare una nuova impennata, +2,7 milioni, il 35% in più. In totale i voucher sono più che raddoppiati nel biennio, dando vita all’unico, vero, allarmante boom del periodo sul fronte occupazionale.

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