Lo stupro di Bologna. “E’ stata data una pena congrua”


BOLOGNA, 10 MAR. 2009 – "La gravità del reato è indubbia, ma la pena richiesta era congrua e la sentenza più che soddisfacente.". Il Procuratore reggente di Bologna, Silverio Piro, respinge le critiche piovute sulla magistratura dopo la sentenza che ieri ha condannato a sei anni di reclusione, col rito abbreviato, il tunisino clandestino di 33 anni che la sera del 13 febbraio ha violentato una ragazzina quindicenne in un parco comunale in via Mattei, alla periferia del capoluogo emiliano. Una sentenza giudicata troppo morbida dalla vittima e dai suoi familiari.Il capo dei Pm bolognesi si mostra scettico sulla proposta di sottrarre alcune tipologie di reati, come le violenze sessuali, ai riti alternativi e al conseguente sconto di pena: "Tanto ci sarà sempre chi invocherà piazzale Loreto e la castrazione chimica – puntualizza il magistrato – viviamo un momento in cui c’è questa forma di attacco verso lo straniero, soprattutto quello che delinque, e una insofferenza verso certe tipologie di reato. Nel caso delle violenze sessuali è comprensibile perché si tratta di reati che invadono sfere riservate e intime delle persone. Ma è il giudice che deve valutare il singolo caso tenendo presenti parametri che il popolo non conosce. Io ho sempre rispettato il giudizio dei giudici e sempre lo rispetterò"."In generale – ha aggiunto Prio – si assiste a una discesa verso il basso delle pene mentre l’opinione pubblica vorrebbe un ritorno verso l’alto: si danno sei anni per i tentati omicidi e ai grandi trafficanti di droga, ma questi sono i parametri dell’attuale giurisprudenza di merito. La valutazione del Tribunale dipende da più fattori, bisogna valutarli dopo aver letto le motivazioni e nove anni (la richiesta di pena senza lo sconto previsto dal rito, ndr) per una violenza carnale non sono pochi".

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