Lo spettro del doping sulla morte del ciclista modenese


31 LUG 2009 – Ha colpito il mondo del ciclismo la morte improvvisa del ciclista modenese 23enne Fabio Fazio sulle strade toscane durante la 45ma edizione del Gran premio Città di Vinci, gara riservata alla categoria elite under 23. E purtroppo si riaffaccia il fantasma del doping anche tra i giovanissimi del ciclismo. Nei giorni scorso lo juniores Eugenio Bani, solo 18 anni ma considerato l’astro nascente del ciclismo italiano, era stato trovato positivo a una nuovissima sostanza dopante: la gonadotropina corionica umana Hgc. E’ anche questa sostanza che i medici legali cercheranno nell’autopsia del giovane ciclista modenese Fabio Fazio.Questa mattina sono stati eseguiti prelievi di tessuto ed altri accertamenti medico-legali all’istituto di medicina legale di Firenze sulla salma del giovane. I risultati sono attesi nei prossimi giorni e contribuiranno a stabilire se il decesso sia stato determinato anche per l’assunzione di sostanze dopanti. Fazio, che tre anni fa venne sospeso dall’ agonismo per aritmie cardiache, potrebbe essere morto per infarto. Il medico legale dovrà accertare se il decesso è stato causato da una patologia cardiaca congenita o possa essere stato favorito da un possibile uso di sostanze dopanti. Inizialmente sul cadavere era stato fatto un esame esterno, senza autopsia, all’ospedale di Empoli ma poi, anche su impulso di organismi della federazione ciclistica, è stato deciso dall’autorità giudiziaria di procedere ad accertamenti completi e a questo scopo la salma era stata trasferita a Firenze. Fazio, originario di Barcellona di Pozzo di Gotto (Messina) e abitante a Vignola (Modena), correva per il gruppo sportivo Neri Sottoli di Lamporecchio. Martedì scorso, durante la gara a Vinci, il giovane ciclista accusò un malore risultato fatale.Sulle vicende di Fabio Fazio e di Eugenio Bani è intervenuto Ivano Fanini, presidente della squadra Amore & Vita McDonald’s, che da anni si batte contro l’utilizzo di sostanze dopanti: “Quello assunto da Bani è un vero e proprio veleno, mentre sulla morte di Fazio credo che certa farmacia abbia le sue responsabilità. È necessario fermare questo sport per un anno, dagli Esordienti ai Professionisti. Bisogna fare pulizia e ripartire con regole nuove che non guardino in faccia nessuno, altrimenti i morti non si fermeranno qui”.In un’intervista all’Unità Fanini ha spiegato: “C’è un nuovo tipo di doping che sfugge ai controlli, si chiama Hematidè e, secondo il tam tam dei corridori, sta già circolando in gruppo, specie ad alto livello. È un’Epo che va oltre il Cera e che, secondo quanto si sa, sarebbe già inserita nei prodotti vietati della lista Wada, ma non esiste ancora un test in grado di rilevarla”.

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