“Lo scippo del 5xmille è un duro colpo al welfare”


BOLOGNA, 23 NOV. 2010 – Le finanze dello Stato sono un colabrodo e per tappare i buchi ormai non si sa più dove andare a pescare i soldi. L’ultima trovata di Tremonti è stata dare una bella limata al 5 per mille, ovvero quella parte di tasse che gli italiani decidono di assegnare a un ente non profit scelto da loro. La cosiddetta legge di stabilità esaminata nei giorni scorsi dalla commissione Bilancio della Camera, prevede che dai 400 milioni di importo assegnati l’anno scorso si passi, per il 2011, a 100 milioni. Tre quarti, cioè, di risorse in meno nelle casse di associazioni non governative e di utilità sociale.Solo in Emilia Romagna sono circa 2800 le realtà di questo genere che tirano avanti con i fondi del 5 per mille. A farne una stima è Alessandro Alberani segretario generale della Cisl di Bologna, sindacato che si è unito al coro di proteste rivolto al Senato, affinché lo "scippo" venga ritirato. "Una mazzata – spiega Alberani – "Negare fondi alle associazioni impegnate sul sociale – prosegue il segretario – significa non riconoscere il ruolo di tali entità, che tra l’altro rappresentano una parte integrante del welfare poiché, con la loro attività, affiancano le istituzioni e talvolta riescono, persino, a raggiungere persone in particolari condizioni di disagio e difficoltà non intercettate dai canali ufficiali."La città di Bologna in regione è quella che accuserà di più il colpo. Qui "la riduzione avrà ripercussioni drammatiche – continua il segretario della Cisl -, poiché il terzo settore e il no profit in città operano più che altrove, il tutto poi aggravato dai tagli che il commissario Cancellieri ha annunciato nei trasferimenti dei fondi agli enti locali. Le organizzazioni di volontariato, poi, proprio in momenti come questi, di grave crisi economica, assumono – secondo Alberani – ancora più valore poiché attraverso la loro attività concorrono al mantenimento dello ‘stato sociale’ e della qualità della vita necessaria per tutti i cittadini. Siamo anche molto preoccupati delle ripercussioni occupazionali di tale misura: le associazioni, infatti, non sono costituite solo da volontari ma offrono lavoro anche a molti giovani, che già sono sufficientemente discriminati dalla grave congiuntura economica"."Anche le organizzazioni di cooperazione internazionale, sulle quali già pesano i tagli fatti alle risorse del Ministero degli Affari esteri, sono interessate dalla riduzione dei fondi destinati al 5 per mille": a questo proposito la Cisl di Bologna, che appoggia vari progetti di cooperazione e sviluppo al lavoro promossi dalla sua Ong Iscos, in Brasile, continuerà a sostenere con vigore l’opera della sua organizzazione. "I progetti dell’Iscos – dichiara Alberani – sono spesso l’unica possibilità di riscatto da condizioni di povertà ed emarginazione della popolazione, alziamo quindi la voce affinché questa drastica riduzione possa essere modificata nei prossimi giorni al Senato".

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