Lo scalo merci di Dinazzano dribbla la crisi


CASALGRANDE (RE), 24 AGO. 2012 – “Allo scalo di Dinazzano all’inizio c’era solo prodotto in arrivo, materie prime, soprattutto argilla per le ceramiche – spiega il presidente di Dinazzano Po, Lanfranco Fradici – adesso ci sono anche tanti prodotti finiti in partenza”. Due milioni e 600mila tonnellate di merci trasportate nel 2011, destinate a diventare 3 alla fine di quest’anno. Le materie prime in arrivo rappresentano ancora la parte più corposa delle movimentazioni, ma i prodotti finiti in partenza costituiscono ormai quasi il 40% dell’attività dello scalo di Dinazzano.Anche se tra le ceramiche resiste la consuetudine secondo la quale il trasporto delle piastrelle è a carico dell’acquirente, che manda i suoi camion a ritirare la merce, l’anno scorso lo scalo reggiano ha trasportato 300mila tonnellate di piastrelle. E ogni settimana da Dinazzano partono tre treni di piastrelle per la Francia. La crescita dell’attività è tale da far pensare ad un’attenuazione della crisi economica, ma Fradici frena: “Non è che sia finita la crisi, è che siamo riusciti a spostare quote di merci dal trasporto su gomma a quello su ferro”. Ma in casa Dinazzano Po c’è un’altra novità importante. La società ha chiesto la licenza di impresa ferroviaria. Dal 1° luglio scorso svolge dunque direttamente l’attività che prima era svolta da Tper, da cui ha ottenuto in concessione lo scalo e i locomotori per il trasporto merci: ”Anche questo – dice Fradici – è un ulteriore passo e una grande sfida”. E’ un salto di qualità da cui i vertici della società si aspettano molto: i ricavi dovrebbero passare da 8 milioni di euro a 18.

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