Lo sbarramento


BOLOGNA, 3 FEB. 2009 – Ormai è fatta. Stamattina il Pd ha dato il via libera all’introduzione della soglia di sbarramento al 4 per cento nella legge elettorale per le Europee. E nel pomeriggio l’emendamento è stato quindi approvato dalla Camera anche grazie al voto del partito di Veltroni. A nulla sono servite le proteste delle formazioni politiche minori, che in molte amministrazioni locali di centrosinistra – comprese quelle emiliano-romagnole – sono alleate con il Pd. Ma che adesso dovranno fare i conti con il rischio di rimanere escluse, oltre che da Montecitorio, anche dal parlamento di Strasburgo. Nella nostra regione non ci sono all’orizzonte ipotesi di spaccatura nella coalizione di maggioranza, ma non mancano le polemiche. Già nella scorsa settimana i capigruppo in consiglio regionale di Prc, Pdci, Verdi, Sdi e Sd avevano firmato un documento dove sostenevano che l’approvazione della legge avrebbe rischiato "di produrre in Emilia-Romagna lacerazioni gravi e difficilmente recuperabili". In particolare, i Verdi hanno rivolto un appello ai parlamentari emiliano-romagnoli. "Cambiare una legge elettorale a tre mesi dal voto significa essere disposti a tutto – ha scritto la consigliera regionale verde Daniela Guerra – pur di garantire la propria classe dirigente, anche colpendo quei principi di pluralismo che sono alla base della democrazia". "Si tratta dunque – ha aggiunto – di una scelta miope, eticamente discutibile ed egoista quella della dirigenza nazionale del Pd, tra l’altro non sostenuta da tutti i suoi parlamentari. Ed è per questo motivo – ha concluso – che chiediamo agli eletti dei collegi regionali, da sempre impegnati per l’unità del centrosinistra, di non votare il provvedimento". E, in effetti, l’ex governatore Antonio La Forgia ha risposto all’appello. Questa mattina è stato uno dei quattro deputati democratici che ha votato no alla modifica della legge elettorale europea nel corso della riunione del gruppo alla Camera. Con lui, si è detto contrario anche il bolognese Arturo Parisi. Rifondazione Comunista, invece, ha annunciato la volontà di portare la protesta contro l’accordo di sbarramento al 4% per le elezioni europee "in tutti i consigli provinciali e comunali". Lo ha assicurato il segretario regionale Nando Mainardi, che ha definito l’intesa "un inciucio Berlusconi-Veltroni".Ieri i consiglieri comunali di Sd, Prc, Cantiere, Verdi e Bologna Città Libera hanno interrotto il consiglio comunale del capoluogo emiliano per mostrare due cartelli con su scritto "No all’accordo truffa Pd-Pdl" e "Sbarrare vi viene comodo ma non per questo 4% riacquisterete la fiducia tradita". "Fanno accordi con Berlusconi e lasciano sola la Cgil", è stata l’accusa lanciata dal capogruppo Prc Roberto Sconciaforni al Pd, che ha invitato "a schierarsi con la Cgil, e ad aderire allo sciopero del 13 febbraio". Secondo Gian Guido Naldi di Sd, invece, "lo sbarramento al 4% è un trucco per sfuggire ai problemi e aumenterà l’astensionismo". E il segretario provinciale del Pdci Massimo Ruffini ha osservato che "nello stesso momento in cui siamo impegnati a offrire proposte contro la crisi, ci troviamo con Veltroni che fa un accordo con Berlusconi per escluderci".Anche a Modena ai consiglieri della sinistra radicale hanno esposto un cartello per rallentare i lavori del consiglio comunale e dare visibilità alla loro protesta. In questo caso, lo slogan era “Sbarramento in corso”. I partiti cosiddetti “minori” hanno sottolineato come, a causa di questo accordo, 4 milioni di italiani rischino di non essere rappresentati nel Parlamento europeo. Un’altra manifestazione di protesta, questa volta a livello nazionale, è stata registrata alla Camera. La seduta odierna, iniziata nel primo pomeriggio, è stata sospesa per qualche minuto quando un gruppo di ex parlamentari ha lanciato dei volantini da una tribuna gridando "democrazia, democrazia" e "libertà, libertà". Sui manifestini era raffigurato il viso di Silvio Berlusconi sulla locandina del film "Tototruffa ’62" (regia di Camillo Mastrocinque), per l’occasione ribattezzata "Legge Truffa ’09" (regia di Veltrusconi). E in mattinata i partiti minori hanno raggiunto anche il Quirinale, per invocare l’intervento del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha risposto loro limitandosi a "osservare", in una lettera trasmessa ai componenti del Comitato per la democrazia, "che l’introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che una eccessiva frammentazione della rappresentanza politica può in linea generale costituire un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, che possa sacrificare significative, essenziali espressioni del pluralismo politico".

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