Litokol festeggia 45 anniNuovo sito a Rubiera


RUBIERA (REGGIO EMILIA), 18 MAR. 2013 – Quarantacinque anni di attività e l’inaugurazione di un nuovo stabilimento produttivo a Rubiera, nel reggiano. Questi gli ingredienti che hanno condito l’evento aziendale con il quale la Litokol ha festeggiato i suoi 45 anni di attività. Si è dato così l’avvio alla terza unità produttiva italiana di Litokol che si sviluppa su 4.150 mq ed è dotata di un magazzino compattabile e di linee di produzione e confezionamento dedicate. Si tratta di un investimento di 5 milioni di euro, mirato ad ampliare la capacità produttiva dell’azienda guidata da Luciano Cottafavi, che esporta in oltre 90 paesi nel mondo ed è attiva direttamente con società commerciali o strutture produttive in mercati strategici come Russia, Armenia, Ucraina e Cina.L’inaugurazione di questo stabilimento produttivo e il lancio del prodotto Monomix sono due importanti tappe all’interno di un percorso imprenditoriale partito nel 1968 e che negli ultimi 20 anni ha avuto un sviluppo solido e sostenuto in termini di risultati, progresso tecnologico e occupazione. L’evento si inserisce all’interno della Starlike® Innovation Week: una settimana di meeting che Litokol ha programmato con partner commerciali e agenti provenienti da tutto il mondo.All’interno del training center aziendale, adiacente al nuovo stabilimento, si sono svolti, infatti, i corsi tecnico-formativi per presentare il nuovo sigillante poliuretanico pronto all’uso della gamma Starlike®, approntato dal Dipartimento Ricerca e Sviluppo di Litokol.“In tempi in cui l’internazionalizzazione delle imprese italiane è sotto accusa per la delocalizzazione delle proprie fabbriche – afferma Fabio Plazzi, direttore finanziario di Litokol – la nostra strategia ha portato a creare stabilimenti all’estero solo per i prodotti che avrebbero perso competitività nell’export, per l’incidenza dei costi di trasporto. Parallelamente, l’azienda ha continuato a investire in Italia sulla ricerca, sul marchio e sull’innovazione, mantenendo il made in Italy su tutta la propria gamma. Questo ha permesso di aumentare l’occupazione e crescere in organizzazione e volumi fino ad oggi”.

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