Limoni chiude il primo settembre


Lo storico stabilimento Limoni di Bentivoglio chiude dal primo settembre. La data dell’addio è stata confermata dall’azienda ai sindacati anche nell’ultimo incontro di lunedì scorso. Tanto che ora si attende l’apertura della procedura di mobilità per il personale di Bentivoglio (40 persone al lavoro e altre 18 in cassa integrazione): il meccanismo che la regola prevede 75 giorni di tempo per cercare un accordo e se il termine è effettivamente il primo settembre, l’azienda potrebbe avviare la procedura a metà giugno. Ma la questione si intreccia anche con l’ulteriore richiesta di un periodo di cassa integrazione per attutire l’impatto della chiusura. La proprietà di Limoni – Gardenia – ha già dato “piena disponibilità a valutare e attivare tutti gli eventuali ammortizzatori sociali utilizzabili”, ma la cig per crisi è stata già ottenuta e ora c’è tecnicamente da capire con il ministero come si può ri-avere l’ammortizzatore. Finché non c’è la garanzia della ulteriore “cassa” è difficile anche capire che discussione fare con l’azienda che ha offerto trasferimenti a Grosseto e Milano ma non per tutto il personale. E secondo il sindacato la questione è delicata anche per Gardenia: se, ad esempio, in Toscana non si trasferissero i dipendenti dell’ufficio paghe di Bentivoglio, non sarebbe così facile tappare il “buco” di una attività che cura le buste paga di 3mila addetti sparsi nei negozi di tutt’Italia. I sindacati hanno fatto il punto con i lavoratori di Limoni in assemblea: c’è abbastanza “rabbia”, ma per ora è stato solo confermato lo stato di agitazione, in attesa di sviluppi. “Ovviamente abbiamo espresso la nostra totale contrarietà alla chiusura dello stabilimento di Bentivoglio – dice Aldo Giammella, della Uil, che aggiunge: “si perde una realtà produttiva del territorio e si mette a rischio la preziosa professionalità di tanta gente con scelte non lungimiranti e inefficaci rispetto all’obiettivo del risparmio di spesa”.

 

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