Librerie con l’anima


Sullo scaffale le ultime novita’. Libri di ogni genere, un grande assortimento, un’esposizione ‘a portata di mano’ che invoglia all’acquisto, prezzi mediamente scontati del 15% (in periodo di saldi o promozione anche del 30%), parcheggio facile e orari comodi. Sono questi i ‘segreti’ del successo della vendita dei libri negli esercizi della Gdo (Grande distribuzione organizzata) presenti in Italia: circa 250mila tra supermercati, grandi magazzini, autogrill.Nel 2005 è nato il progetto Librerie.coop una catena di librerie progettata e realizzata da alcune cooperative del sistema Coop. Non solo libri, ma anche cultura e valori riempiono le librerie.coop: presentazioni di proposte editoriali, eventi culturali e occasioni di incontro per gli amanti dei volumi. Più di duecento gli eventi organizzati fino ad oggi, che hanno visto protagonisti grandi autori e personaggi da Stefano Benni a Lilli Gruber, da Corrado Augias a scrittori giovani, nonché autori locali, a testimonianza di un legame profondo che librerie.coop vuole creare con il territorio. Numerose anche le letture e i laboratori dedicati ai bambini e ragazzi, che stanno diventando un appuntamento fisso per le famiglie nei fine settimana e per le scuole durante gli altri giorni. Vincenti anche le iniziative specifiche, come quella realizzata in Toscana: un’intera sezione dedicata all’editoria locale con oltre 2.000 libri venduti in poco piu’ di due mesi.Sempre dall’universo Coop arrivano ‘I libri randagi’. Sulla scia del book-crossing inglese, l’iniziativa consiste nell’abitudine di lasciare un libro gia’ letto negli angoli del supermercato, nuovo luogo di partecipazione sociale, in modo che qualcuno lo trovi, lo legga e lo riabbandoni di nuovo al suo avventuroso destino di libro liberato.I negozi di librerie.coop sono quattordici, di cui tredici nei centri commerciali e uno a Torino nel centro storico. Sono previste altre quattro aperture quest’anno in Emilia Romagna, Toscana e Liguria per arrivare a diciotto nei prossimi due anni tra centri commerciali e centri storici.Il mondo del libro visto da Romano Montroni, che del mestiere di vendere libri ha fatto la passione di una vita. Per lui, una buona libreria deve avere soprattutto un’anima.E’ uno dei librai più stimati d’Italia grazie ad un’esperienza maturata sul campo: comincia giovanissimo come commesso da Feltrinelli a Milano, a 27 anni dirige la prima libreria, per poi passare a capo delle librerie Feltrinelli, dove rimane per quasi trent’anni contribuendo allo straordinario successo della più grande catena di librerie del nostro paese. Oggi è consulente di librerie.coop. Lei ha partecipato al progetto librerie.coop dall’inizio. Cos’hanno queste librerie rispetto alle altre?Sono state pensate per essere librerie di assortimento e di servizio, con caratteristiche che normalmente le librerie, soprattutto quelle situate nei centri commerciali, non hanno: un assortimento ampio e profondo, qualità del servizio, legata al personale, che viene addestrato appositamente. Le librerie.coop sono dirette da librai professionisti, gli addetti hanno seguito un corso di tre mesi. Questo tipo di formazione, tranne alcune eccezioni, non è comune nelle librerie italiane. Una libreria in più nel territorio serve per aumentare la lettura? E’ più utile una libreria migliore o una libreria in più?Direi una libreria organizzata nei termini che abbiamo detto fino ad adesso. Uno spazio con un assortimento povero e rigido non ha un grande effetto nella diffusione della lettura, perché un luogo vale l’altro. Una libreria che crea uno spazio emozionale invece, può suscitare la voglia di addentrarsi nel mondo del libro. Ci vogliono più librerie, ma con un’atmosfera, un’anima, in cui il libraio ti sorride, ti saluta, e non cade dalle nuvole quando gli chiedi un libro. Una buona letteratura è quella che riflette sulla vita. Un libro che ha letto di recente e che le è particolarmente piaciuto? “Il velo dipinto” di Somerset Maugham, bellissimo. Ripubblicato da Adelphi.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet