Liberalizzazioni, un problema in più per i lavoratori di Esselunga


MODENA, 10 FEB. 2012 – Stare aperti più ore e più giorni per aumentare gli incassi e di conseguenza il Pil del Paese. Grossomodo è questo il pensiero dietro il recente provvedimento del governo che consente ai negozi di scegliere in autonomia a che orari tenere aperto e in quali giorni, festivi inclusi. L’impressione che invece ha chi è impiegato nei supermercati Esselunga è di aver sceso un altro gradino sulla scala della qualità del lavoro. Il peggioramento sulla pelle dei lavoratori è già tangibile nel punto vendita di Modena e nel megastore di Sassuolo, tra i primi ad annunciare l’apertura tutte le domeniche, anche se solo nell’orario mattutino. Una scelta che arriva dopo che già è diventato un ricordo la giornata di chiusura infrasettimanale. I lavoratori di Esselunga "già prima subivano e suscono turnazioni disagiate e carichi di lavoro eccessivi". A parlere è Sabrina Vesce della Filcams-Cgil modenese. In una nota del sindacato che porta la sua firma spiega la difficoltà che trova nel difendere i lavoratori confrontandosi con un’azienda "che da mesi non risponde a Sassuolo alle richieste di incontro della Filcams Cgil e della rappresentanza sindacale aziendale sui temi di confronto previsti dal contratto aziendale e nazionale".Esselunga è una realtà "dove le pressioni sono indinite e dove partecipare ad uno sciopero è un atto di eroismo", si legge ancora nel comunicato. Che conclude con un auspicio, ovvero che vi sia a breve "una iniziativa da parte delle amministrazioni locali e della politica, volta a regolamentare e ridurre le aperture domenicali nella nostra provincia. Una iniziativa che deve coinvolgere anche l’azienda di proprietà di Bernardo Caprotti"

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