Liberalizzazioni, allarme rosso per le Farmacie Comunali Riunite


© TelereggioREGGIO EMILIA, 10 FEB. 2012 – Allarme rosso per le Fcr e per il Comune di Reggio, azionista unico dell’azienda speciale. Il decreto del Governo sulle liberalizzazioni rischia di minare alla radice la capacità competitiva di Fcr. L’azienda di via Doberdò, infatti, non potrà mettere le proprie insegne su neppure una delle 70 nuove farmacie che apriranno i battenti nella nostra provincia. In più, sottoposta ai vincoli del patto di stabilità, non potrà assumere farmacisti o addetti del magazzino. Insomma, dovrà affrontare una concorrenza spietata con le mani legate. Una tenaglia pericolossima.“Un dato è certo – dice il presidente di Fcr, Franco Colosimo -: la filosofia di fondo di questo decreto ci porterà nel giro di qualche anno a vedere sciupato il valore e il senso dell’esperienza storica di Fcr”. Colosimo è allarmato per le sorti dell’azienda. Oggi Fcr occupa 250 dipendenti, fattura 165 milioni di euro e ogni anno ne spende più di 10 per il finanziamento dei servizi sociali del Comune. Un patrimonio che, secondo Colosimo, rischia di perdere rapidamente di valore: ”Questa è una delle conseguenze più immediate. Il nostro fatturato è significativo, gli utili vanno alla comunità, non possiamo permetterci il lusso di perdere tutto questo”.La posizione di mercato di Fcr non è certo quella di un monopolista: su 114 farmacie, ne possiede 24 in città e ne gestisce altre 9 in provincia. Ma il Governo ha scelto di privilegiare i privati e di tagliare le gambe alle farmacie comunali, a Reggio come altrove. Colosimo chiede alle forze politiche e ai parlamentari di ogni colore del territorio di non assistere passivamente alla dissipazione di un patrimonio che vale centinaia di milioni di euro: “Dopodichè – conclude – accada quel che accada, ma non possiamo restare inerti di fronte ad un rischio di questo genere.

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