L’export vola di più a Bologna e Sassuolo


Anche i principali distretti industriali dell’Emilia-Romagna crescono ancora, grazie all’export negli Usa e nel Regno Unito in particolare. Il confronto tra l’ultimo trimestre del 2014 e lo stesso periodo dell’anno precedente mostra come le 88 aree manifatturiere di eccellenza in Italia stiano spingendo il sistema ai massimi storici, oltre le performance della Germania, registrando il ventesimo trimestre consecutivo in aumento. Tra i 15 distretti più dinamici a livello nazionale in termini di volumi, calcola oggi “Il Sole 24 Ore”, si trovano più aree della meccanica (packaging di Bologna, meccanica strumentale di Varese e Vicenza, termomeccanica friuliana) ma la vera novità è forse la ripresa dell’area casa-costruzioni, con performance positive per le piastrelle di Sassuolo, l’arredo brianzolo e il mobile del Livenza. Guardando all’Emilia-Romagna, allora, le macchine per l’imballaggio di Bologna si piazzano comunque in terza posizione, dopo la pelletteria di Firenze e la componentistica friulana. L’export di Bologna segna 645,4 milioni di euro nell’ultimo trimestre 2013 e 709,3 nell’ultimo trimestre 2014, con una differenza di 63,8 milioni. Dopo oreficeria di Valenza, legno dea Brianza e tessile di Treviso, poi, arrivano le piastrelle di Sassuolo: 628,7 milioni di euro di esportazioni nell’ultimo trimestre 2013 contro i 674,2 dell’ultimo trimestre 2014, pari a più 45,5 milioni.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet