L’export traina anche le micro imprese


Un tempo, pensando soprattutto all’export, si diceva piccolo non è bello, perché non può stare sui mercati, investire in ricerca e competere nel mondo globalizzato. Ora per fortuna non sembra più essere così. A dirlo i dati dell’ ufficio studi Confartigianato Lapam che stimano per le micro e piccole imprese modenesi una costante crescita delle esportazioni. Il valore assoluto, riferito al primo trimestre dell’anno, è di due miliardi 719milioni 827mila euro, 22esimo posto tra le province italiane, con una crescita del 3,6%. “Una crescita percentuale – spiega Erio Luigi Munari, presidente Lapam Confartigianato – molto significativa perché già da tempo le ‘nostre’ micro e piccole sono abituate a esportare e i volumi sono molto significativi”. Numeri importanti per l’economia modenese che inducono Lapam a sottolineare l’importanza di sostenere le imprese di piccole dimensioni che lavorano in filiera per aziende più grandi che esportano il prodotto finito e le start up innovative attraverso il rapporto con l’Università. I settori maggiormente interessati a questo ‘boom’ dell’export delle imprese di piccole dimensioni sono legno e arredo, prodotti in metallo, alimentari, tessile e abbigliamento. A livello geografico, la crescita dell’export delle micro e piccole imprese è trainato dalla Russia (+ 30,7%, anche a causa dell’alleggerimento delle sanzioni), seguono Cina (15,4%) e Stati Uniti (13,3%). Crescita in doppia cifra anche per Corea del Sud, Svezia, Messico, Polonia, Svizzera e Spagna.

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