“Lesionati i pilastri della democrazia”


BOLOGNA, 7 FEB. 2009 – C’è anche il segretario del Pd Walter Veltroni a Bologna, al confronto con i sindaci organizzato dal Pd, l’assemblea nazionale degli amministratori del partito. L’assise si è aperta con un applauso di vicinanza al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il violento attacco da parte del governo e della maggioranza sul “caso” Englaro. Presenti, tra gli altri, i sindaci di Bologna Sergio Cofferati, di Firenze Leonardo Domenici, il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini e molti altri amministratori locali di varie parti d’Italia.“Un atto di totale irresponsabilità”, è questo il giudizio del segretario del Pd, Walter Veltroni, intervenuto nel corso dell’assemblea bolognese del partito. Un atto "che prescinde dal merito drammatico della vicenda" e serve per usare la questione "come messa in crisi o in tensione del nostro sistema istituzionale". Il fastidio per ciò che diverge dalle opinioni del premier, il quale sostiene che chi la pensa diversamente da lui sia un ostacolo da rimuovere, ha dentro di sé una sottile venatura autoritaria, e bisogna dirlo con responsabilità", ha concluso Veltroni.Ma la presa di posizione più netta è quella del deputato piacentino Pierluigi Bersani, ministro ombra dell’economia e candidato alla successione di Veltroni al prossimo congresso del Pd: "Il presidente del consiglio non si trattiene neanche davanti a casi umani drammatici, il suo sforzo di dire ‘qui comando io’ va avanti anche a costo di lesionare i pilastri della democrazia repubblicana"."Credo – ha detto Bersani – che in queste ore la gente abbia di fronte questo grandissimo tema umano. Io spero che i prossimi giorni portino più miti consigli al Governo. Spero che Berlusconi si renda conto dello strappo micidiale che ha prodotto e che ci sia possibilità di rasserenare il clima".L’assemblea è stata aperta da un esponente dell’ala cattolica del partito, l’ex ministro dell’istruzione Beppe Fioroni: "Esprimiamo un attestato di stima e sincera vicinanza al Capo dello Stato Giorgio Napolitano – ha detto Fioroni – che con la propria responsabiltà ha confermato il ruolo del Capo dello Stato come garante della Carta costituzionale nei suoi diritti e nei suoi doveri. Napolitano è stato oggetto di un attacco da parte del Presidente del Consiglio che apre nella nostra storia repubblicana un conflitto senza precedenti, proprio nel momento in cui il Paese ha bisogno di serenità. L’esatto contrario di ciò che il Presidente del Consiglio ha dimostrato".Secondo il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ieri è avvenuto "un precedente gravissimo per i rapporti fra i diversi livelli istituzionali e fra poteri dello Stato". Per Chiamparino è "estremamente grave che un governo intervenga con un decreto contro una sentenza della cassazione, al di là del merito e del caso che può rappresentare".Persino il vice di Veltroni, il cattolico Dario Franceschini, pur riconoscendo alla Chiesa cattolica il “diritto di intervenire” prende le distanze dall’azione del governo: "I parlamentari cattolici del Pd ascolteranno la voce della Chiesa, poi decideranno, nel loro ruolo di legislatori senza indicazioni di voto, soltanto secondo la loro coscienza, rispettando il principio di autonomia delle scelte politiche dei cattolici il principio sacro della laicità dello Stato". "Io intanto – ha detto poi Franceschini – ho invidia per tutte le certezze che vedo in queste ore, per entrambe le ragioni. Come si fa, su questi temi, ad avere così tante verità da essere pronti a scendere in piazza, e alzare lo scontro di coscienza cattolici-laici? Assisto con stupore a questo schierarsi e provo orrore per l’uso strumentale da parte di Berlusconi di questo tema".

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