L’Emilia Romagna prova lo smartworking


Regione Emilia-Romagna annuncia la collaborazione con Microsoft per un nuovo progetto di Trasformazione Digitale, che ruota intorno all’introduzione dello Smartworking: grazie al Cloud Computing di Microsoft, gli oltre 4000 collaboratori distribuiti sul territorio regionale potranno far leva su un nuovo modo di lavorare più moderno, flessibile e collaborativo. L’obiettivo dell’amministrazione è triplice, ovvero ottimizzare la produttività, razionalizzare le risorse e migliorare la motivazione dei dipendenti pubblici attraverso una più equilibrata conciliazione vita-lavoro. Il fine ultimo di questo progetto, che a partire dallo Smartworking mette in moto una rivoluzione organizzativa, è quello di arrivare a migliorare il servizio e la relazione con i circa 4.500.000 abitanti sul territorio, grazie a un più efficiente ed efficace modo di lavorare. E’ la prima Regione ad avviare la sperimentazione.

Dal 4 giugno un centinaio di dipendenti saranno coinvolti nella sperimentazione su base volontaria di un nuovo modello organizzativo più flessibile, orientato anche alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Gli smart worker saranno adeguatamente formati per utilizzare al meglio le nuove strumentazioni informatiche di cui saranno dotati per svolgere nel migliore dei modi la loro attività lavorativa ‘in mobilità’.
Nella scelta dei futuri smart worker si è data la precedenza a quei collaboratori che, per motivi inerenti al loro incarico, passano molto tempo fuori ufficio, come, ad esempio, chi esegue ispezioni e controlli nelle aziende o sul territorio, ma la validità del modello verrà testata anche su chi svolge attività amministrativa. Equipaggiati con zainetto, pc portatile e smartphone aziendale per essere sempre on line, prima di prendere servizio nel nuovo ruolo i lavoratori ‘agili’ dovranno sottoscrivere un accordo individuale con indicate le specificità concordate in base ai compiti da svolgere (come ad esempio eventuali necessità di presenza in sede).

Nelle giornate di Smart working i collaboratori saranno esentati dalla timbratura del cartellino e dovranno svolgere l’attività lavorativa nella fascia oraria 7,30-19,30, oltre a segnalare la presenza in servizio tramite un’applicazione ad hoc. Negli accordi individuali saranno indicati anche i luoghi ‘prevalenti’ dove potranno appoggiarsi per svolgere la propria attività, quando non sono in sede; preferibilmente spazi attrezzati messi a disposizione da altre pubbliche amministrazioni da individuare caso per caso in base ad accordi oppure, in certe situazioni, anche da casa propria. Nelle giornate di lavoro in sede saranno invece ospitati in spazi comuni, di co-working, appositamente attrezzati. Agli smart worker è garantito il diritto alla disconnessione fuori dall’orario di lavoro, nelle giornate di sabato, domenica e festivi, mentre nelle giornate lavorative fuori sede non potranno usufruire di permessi ad ore e di straordinari. Alla fine della fase sperimentale si tireranno le somme per valutare, sempre nell’ambito di un confronto con i sindacati interni, se dare seguito all’iniziativa con l’adozione di una disciplina generale che preveda, tra l’altro, la possibilità per tutti i collaboratori regionali di candidarsi allo Smart working, a prescindere dal tipo di mansioni svolte.

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