La legge di stabilità


“La differenza tra la finanziaria 2014 e quella 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui”. In un tweet, quello del premier Matteo Renzi, ecco la legge di stabilità. Una manovra da 36 miliardi di euro, 6 miliardi in più rispetto ai 30 annunciati,  e come detto con 18 miliardi di tasse in meno. Confermati il trasferimento del Tfr in busta paga per chi lo vorrà, il bonus da 80 euro (che diventa stabile, si trasforma in detrazione, senza però aumentare la platea dei beneficiari) e l’intervento sull’Irap da cui sarà eliminata la componente lavoro per 5 miliardi, che si aggiunge al taglio del 10% del 2014. Nella manovra ci sono incentivi per chi vuole assumere a tempo indeterminato, che non dovrà pagare i contributi per i primi tre anni. Un messaggio chiaro agli imprenditori da parte del premier: “Tolgo l’articolo 18, i contributi e la componente lavoro dell’Irap: per chi vuole assumere verranno meno tutti gli alibi”. La legge è orientata alla ripresa dell’occupazione con interventi in favore delle partite Iva con redditi bassi, anche attraverso grandi semplificazioni negli adempimenti. Lotta all’evasione: cambiano verso i controlli fiscali per aiutare i contribuenti all’autocorrezione; per sostenere le famiglie con figli arriva un sostegno fino al terzo anno d’età; 1 miliardo per la scuola per la stabilizzazione di 149mila precari. All’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della legge di bilancio, il ministro dell’Economia Padoan conferma che le coperture ci sono per ridurre l’impatto del fisco ma ammette che con i tagli alle Regioni gli enti locali potranno rialzare il prelievo sui cittadini, tema questo sollevato anche dalla Lega Nord. Critiche anche dai sindacati che ribadiscono “non crea occupazione”. Ora la legge passa in Parlamento per l’iter di approvazione entro fine anno.

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