La legge regionale su pescaturismo


Diffondere la cultura del mare e del patrimonio di conoscenze e saperi legati agli antichi mestieri e alle tradizioni marinare. È questo l’obiettivo della legge regionale approvata in Emilia Romagna su pescaturismo, ittiturismo e acquiturismo, che consente ai pescatori di ospitare turisti a bordo dei pescherecci o nelle proprie abitazioni. Lo comunica Coldiretti Impresa Pesca dell’Emilia Romagna, sottolineando che la legge regionale, in un’ottica multifunzionale, offre l’opportunità di integrazione del reddito dei pescatori e la possibilità di assicurare ai turisti l’acquisto e la degustazione di prodotto fresco, appena pescato nelle acque italiane. La regione Emilia Romagna – afferma Coldiretti Impresa Pesca – con i suoi 120 chilometri di costa sul mare Adriatico è una delle regioni con più forti e antiche tradizioni di pesca, ma tra il 2000 e il 2010, secondo i dati dell’Osservatorio regionale sull’Economia ittica, il numero dei battelli da pesca dell’Emilia Romagna è calato di 400 unità, passando in dieci anni da 1.059 a 659 barche, un trend drammaticamente simile a quello nazionale che negli ultimi trent’anni ha perso il 35% delle imbarcazione (oggi sono solo 13.500) e 18 mila posti di lavoro. La nuova legge, come è già avvenuto per l’agriturismo nel settore agricolo – spiega Coldiretti – offre ai pescatori l’opportunità di integrare il loro reddito mediante un rapporto più diretto con i consumatori che possono così andare sia a riscoprire la tradizione della pesca, sia ad assaporare il gusto del pesce appena pescato sulle nostre coste.

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