Legacoop Reggio fa il bilancio della crisi


10 LUG 2009 – La crisi economica vista da Legacoop Reggio Emilia è fatta di settori in sofferenza ma anche di altri che riescono a cavalcare le difficoltà. L’ultima direzione della centrale cooperativa ha tra l’altro riconfermato Ildo Cigarini alla presidenza fino al 2011.I risultati del secondo semestre 2009 delle cooperative reggiane associate a Legacoop Reggio Emilia, evidenziano un andamento del valore della produzione in calo per agroalimentare, industria nei comparti legati all’edilizia, cooperative d’abitazione, logistica e trasporti, in sostanziale tenuta per il commercio e per le costruzioni, ancora in crescita, seppur a ritmi più contenuti che in passato, per i servizi alle imprese, la ristorazione, le cooperative sociali. “E’ comune a tutti i settori – dice la responsabile del servizio finanziario di Legacoop Daniela Cervi – la compressione dei margini e il calo degli utili netti, seppure non si ipotizzino situazioni reddituali significativamente negative. Risulta generalmente in aumento l’esposizione finanziaria, a causa dell’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti, dell’aumentato rischio di default dei clienti, dell’incidenza dell’invenduto sul capitale circolante.”Sul fronte dell’occupazione, il saldo è risultato positivo nel 2008 e presumibilmente lo sarà anche nel 2009. Le procedure di mobilità attivate, in particolare nel settore agroalimentare, hanno riguardato un centinaio di lavoratori, la cassa integrazione ordinaria interessa, in misura parziale, mediamente circa 150 occupati e i contratti di solidarietà stanno per essere applicati a 270 lavoratori. “Quello che emerge da tutti i settori – è il commento del presidente Cigarini – è la forte preoccupazione relativamente alla ripresa dell’attività dopo le ferie estive. Il perdurare della crisi e l’esaurimento per le aziende della cassa integrazione, portano ad un peggioramento del quadro generale, con possibili ripercussioni anche su quei settori sinora meno colpiti. In sostanza nelle cooperative c’è la consapevolezza sul momento di forte crisi, ma anche sul fatto che si dovrà ridisegnare il posizionamento strategico di molte cooperative per affrontare i rischi derivati dalla crisi. Va però segnalato – aggiunge Cigarini – che la cooperazione continua ad avere una tenuta migliore di altri settori imprenditoriali. Ciò dipende anche dalla caratteristiche proprie della impresa cooperativa: dalla scelta delle cooperative di reinvestire in azienda gli utili e dall’utilizzo non speculativo dei profitti.Il presidente di Legacoop Reggio ha messo in evidenza alcuni aspetti della crisi in atto, come quello di colpire trasversalmente sia i settori maturi che anche settori innovativi che hanno saputo investire ed espandersi nei mercati esteri. “C’è poi il forte rischio – prosegue Cigarini – che la crisi faccia emergere ancora di più fenomeni negativi come l’evasione fiscale, il lavoro nero, l’economia sommersa”. Cigarini ha espresso una forte preoccupazione per l’inadeguatezza delle scelte politiche: manca una visione strategica, e lo dimostrano gli ultimi provvedimenti del Governo, che avranno effetti risibili sulle imprese. “Per le imprese – spiega Cigarini – ci sono tre criticità: la questione del credito, la dilazione dei pagamenti (problema che vale sia per il settore pubblico che privato), il rischio di default di una parte della clientela. Le priorità, partendo da un ineludibile gioco di squadra tra Amministrazioni pubbliche, Camera di Commercio e sistema bancario, sono un robusto rifinanziamento dei Confidi, l’accorciamento dei lunghissimi tempi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, il sostegno del reddito, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.” L’ANALISI DEI SETTORINel settore agroalimentare le tendenze sono differenziate tra i vari comparti ma in un quadro complessivo caratterizzato già per i consuntivi 2008 da una riduzione dei risultati economici e con il concorso di proventi extracaratteristici. Il comparto zootecnico è particolarmente colpito dalla situazione generale di crisi e per la macellazione bovina si prevede per il 2009 una contrazione dei volumi di vendita e redditività in calo, nel settore cerealicolo i primi sei mesi del 2009 evidenziano una netta contrazione dei prezzi di vendita, accompagnati da un calo, seppur contenuto, dei volumi di prodotto immessi sul mercato che porteranno a una diminuzione in termini di fatturato di circa il 20%, accompagnata però da un leggero miglioramento della marginalità, il comparto vitivinicolo evidenzia una contrazione dei volumi stimabile intorno al 10% su cui incide negativamente è il rallentamento delle vendite sul mercato statunitense, con una redditività di fine esercizio che dovrebbe comunque attestarsi su valori positivi, infine non accenna a migliorare la situazione delle aziende che operano nella filiera del Parmigiano Reggiano, dove, alla crisi ormai strutturale del comparto, si aggiunge il progressivo orientamento del consumatore verso prodotti di fascia qualitativamente ed economicamente più bassa.Per le cooperative del settore costruzioni non conosce attenuazione la situazione di assoluto immobilismo che ha colpito il mercato dell’edilizia nell’ultimo anno. Le scelte vincenti appaiono in questo momento la capacità di operare su diverse aree di business, la ricerca di partnership strategiche, la possibilità di disporre di posizionamenti di mercato consolidati. Il 2008 ha chiuso con un trend in crescita per il valore della produzione (la media è intorno al +6%) ma in sensibile calo riguardo alla redditività; nel 2009 si prevede per alcune imprese una rilevante contrazione del monte lavori (-15/20%) per altre ancora trend di crescita (+10%) mentre è generalizzata la ulteriore flessione della redditività. Sostanzialmente in tenuta anche il dato sull’occupazione.Il settore manifatturiero appare in forte contrazione rispetto al 2008 (-25%) per i comparti direttamente connessi all’edilizia (serramenti e inerti) dove si stanno mettendo a punto strategie di lungo periodo finalizzate alla ricerca di nuovi mercati di sbocco, con particolare attenzione all’estero. Si mantengono su livelli positivi il comparto petrolifero e quello degli imballaggi alimentari, con redditività positiva anche sul 2009.Nella grande distribuzione, si prevede per il 2009 una crescita del valore della produzione intorno al 2%, favorita in gran parte dall’apertura di nuovi spazi commerciali. Sono state attuate significative politiche di sostegno della domanda, di promozione commerciale e di agevolazioni alle categorie in difficoltà, con conseguente impatto sulla marginalità d’esercizio che risulta in calo. Nel comparto della ristorazione il fatturato 2009 è previsto in ulteriore crescita (+7,5%, dopo il +8% del 2008) grazie al positivo contributo del settore pubblico, mentre aumentano le difficoltà sul versante privato. Complessivamente l’occupazione è in crescita sia nel 2008 che nel 2009 (intorno al +4%). Per le cooperative di servizi alle imprese, il settore più esposto al rallentamento dei mercati è senza dubbio la logistica, che risente della diminuzione di ordini dai settori in crisi come la meccanica, il tessile, la ceramica. La recente approvazione del decreto sugli ammortizzatori sociali in deroga contribuirà al sostegno del reddito dei lavoratori del comparto. Anche il comparto dei trasporti nell’esercizio 2009 appare caratterizzato da una riduzione significativa dei volumi: l’andamento del primo semestre porta ad ipotizzare una contrazione stimabile intorno al 10-13% con un sensibile calo di redditività. Sono soprattutto i singoli soci autotrasportatori ad avvertire le conseguenze del rallentamento in atto nel mercato dei trasporti, in cui soltanto il comparto alimentare e dei rifiuti sembrano mantenere i livelli conseguiti in passato. Per i restanti comparti dei servizi la crescita del valore della produzione si è attestata intorno all’8% nel 2008 ed è prevista di segno positivo anche per il 2009, con valori in contrazione per la redditività netta.Infine le cooperative sociali che anche per il 2009, così come per il 2008, si confermano in crescita per fatturato e servizi erogati, frutto in buona parte di un portafoglio lavori acquisito precedentemente allo scoppio della crisi attuale. Le problematiche maggiori derivano dalla progressiva diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione dell’assistenza e dall’allungamento dei tempi di pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni, con importanti effetti in termini di disponibilità di risorse monetarie.

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