Legacoop E-R: da 2008 aumento occupazione e produzione


“Dal 2008 al 2013 sono nate in regione 291 nuove cooperative, a fronte di un saldo aperture-chiusure delle imprese in generale che arriva a -5000, mentre in un anno ne sono ‘rinate’ 20 grazie al ‘Workers buyout'”, operazione che permette agli stessi lavoratori di una cooperativa in crisi di rilevarla e diventarne soci, salvandola dal fallimento. Non solo: “Quasi il 90% dei contratti di lavoro delle cooperative è a tempo indeterminato e l’occupazione femminile è al 57,2%”. Legacoop Emilia-Romagna si presenta all’11/o Congresso regionale, che si terrà domani, confermando di reggere alla crisi con i risultati positivi dei settori cooperativi in crescita, e proponendo di portare all’attenzione nazionale quegli ambiti che, invece, versano in condizioni di difficoltà, come l’edilizia. “Chiederemo al governo l’apertura di un tavolo che dichiari lo stato di crisi del settore costruzioni in Emilia-Romagna”, ha annunciato in conferenza stampa il presidente regionale di Legacoop, Giovanni Monti. Che non ha mancato di sottolineare l’aumento di occupazione nelle cooperative, con un numero di addetti che, tra il 2008 e il 2013, è passato “da 129.311 a 141.060 (+12%)”, e il valore della produzione, che nello stesso periodo “ha registrato una crescita di 1 miliardo netto”. “Non vi è Comune in Emilia-Romagna – ha spiegato Monti – che non abbia una presenza cooperativa. Questo è indice di un forte insediamento territoriale”. Tra tanti aspetti positivi, però, Legacoop non ha nascosto la sua “preoccupazione per il futuro della regione. In Emilia-Romagna bisogna puntare al Patto per lo sviluppo – ha rilanciato il presidente Monti – e a quei progetti radicati sui territori come Fico, eccellenza in cui ognuno ha fatto la propria parte. Ad oggi ne abbiamo già otto, e riguardano ad esempio la nuova manifattura e la legalità, con la lotta alle mafie, alla corruzione e alle cooperazioni spurie”.

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