Legacoop: “Non abbiamo ancora toccato il pavimento”


BOLOGNA, 12 GIU. 2009 – "La mia impressione è che il pavimento non lo abbiamo ancora toccato". E’ ciò che pensa della crisi in Emilia-Romagna il presidente di Legacoop regionale Paolo Cattabiani, intervenuto a una conferenza sul bilancio sociale della catena dei supermercati Coop. "Il nostro timore è che la botta arrivi nella seconda metà del 2009", ha spiegato Cattabiani ricordando che in Emilia-Romagna saranno in scadenza circa 110.000 contratti a tempo determinato che, probabilmente, non verranno rinnovati. Una situazione che appesantirà la vita di molte persone e che si ripercuoterà sui consumi. "Da parte nostra possiamo dire che la cooperazione continua a investire sulla coesione sociale, messa a rischio dalla crisi – ha aggiunto il presidente – E la Coop sta dando un contributo significativo a ridurre le disuguaglianze sia nel lavoro sia nella distribuzione della ricchezza, e a mantenere coesa la società regionale". Nel 2008 – hanno spiegato Marisa Parmigiani, responsabile settore soci di Coop Adriatica, e Claudio Gnudi, della rete iper di Coop Adriatica – i 217 punti vendita della catena in Emilia-Romagna hanno realizzato vendite per 2,7 miliardi, in linea con il 2007. "Sul fronte consumatori – ha sottolineato Parmigiani – i prezzi sono stati in media inferiori dell’1% a quelli della concorrenza, con punte del -2,4% e una media regionale del -1,16%". La lieve diminuzione è da ricondurre all’incremento dei costi delle materie prime, comunque assorbito per fare fronte alle guerre commerciali tra i grandi gruppi della distribuzione che si sfidano a suon di ribassi e di offerte stracciate. Il prestito sociale della Coop in Emilia-Romagna è rimasto stabile nel valore complessivo e sono aumentati i soci prestatori (+5%), ma è diminuito il valore del prestito-deposito medio, passato dai 10.750 euro del 2006 ai 9.613 euro del 2008. Nell’occupazione (i dipendenti sono 13.383) si sono ridotti i contratti a tempo determinato, passati dall’11,6 al 3,3% e sono invece aumentati quelli part-time, passati dal 50,4 al 57,5%. "In un anno in cui la crisi ha reso ancora più critico l’accesso al lavoro e la continuità lavorativa, Coop ha scelto di coniugare efficienza, flessibilità e consolidamento dell’occupazione", ha sottolineato Parmigiani precisando che si tratta di un modello "condiviso dal sindacato". I soci (oltre un milione 286 mila) hanno beneficiato di 97 milioni di euro: più di 6 milioni in ristorno sociale, 50 milioni in promozioni e 40 milioni in collezionamento di punti, in gran parte destinati a sconti sulla spesa. A questo si sono aggiunte 328 convenzioni per attività culturali, sportive, servizi alla famiglia e 420 offerte turistiche. Sul versante della solidarietà, è cresciuto il progetto "Brutti ma Buoni", in cui prodotti alimentari invenduti per oltre 6,8 milioni di euro e non alimentari per quasi 496 mila euro sono stati donati a 625 associazioni benefiche. Sono poi sempre attivi i gruppi di Ausilio, con 755 volontari che consegnano la spesa a domicilio a 1.610 tra anziani e persone non autosufficienti. Infine, sono stati raccolti oltre un milione di euro destinati a progetti per il territorio e per la solidarietà internazionale, e sono state organizzate 600 iniziative per cultura e integrazione sociale. Per il 2009 – ha concluso Parmigiani – le attese riguardano "il mantenimento di uno sviluppo contenuto ma sempre con indicatori positivi".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet