Legacoop Emilia-Romagna: preoccupati, non disperati


BOLOGNA, 5 GIU. 2009 – Nel 2008 le imprese aderenti a Legacoop Emilia-Romagna hanno realizzato un fatturato complessivo stimato in oltre 25,3 miliardi (+3% sul 2007) e per il 2009 è attesa una tenuta dei risultati (+0,33%). "Rispetto alla crisi siamo preoccupati ma non disperati. Ma il trend non é finito", ha commentato il presidente di Legacoop regionale Paolo Cattabiani. Nonostante il momento difficile, nel 2008 anche l’occupazione ha registrato segnali positivi, con una crescita dell’1,7%. I dati sono riferiti a oltre un migliaio delle 1.600 cooperative della Lega emiliano-romagnola, ma si tratta delle aziende più rappresentative, dei comparti agroindustria, consumo, dettaglianti, produzione lavoro, servizi, sociali, abitazione.Cattabiani ha sottolineato comunque che ci sono comparti con criticità come quello di trasporti e facchinaggio dove c’é una "illegalità altissima", con una competizione selvaggia al di fuori delle regole (‘con persone che lavorano in nero, viaggiano 24 ore su 24, guidano nonostante siano senza patenté) e situazioni in cui "si rischia che la moneta cattiva cacci quella buona". Problemi anche per le cooperative sociali (‘si lavora con gli enti pubblici che dilatano all’ estremo i tempi di pagamentò), nell’area della produzione lavoro e immobiliare (‘ci sono molti alloggi invenduti perché la gente ora non acquistà), nel settore lattiero caseario e del parmigiano reggiano dove "i costi di produzione non vengono remunerati". Cattabiani si è detto preoccupato anche per la tenuta dell’ occupazione e in particolare per la situazione dei contratti a termine in Emilia-Romagna (sono 110.000, dei quali 70.000 in scadenza a giugno).La ricetta per reagire non è nuova: aumentare l’efficienza delle imprese, con processi di aggregazione dell’offerta per realizzare economie di scala. Il tutto senza rinunciare al valore della coesione sociale e del modello cooperativo. "Rispetto alle altre forme societarie non siamo migliori, siamo diversi – ha sottolineato Cattabiani – E se un segnale di reazione alla crisi, all’insegna della crescita e della solidarietà non viene dall’Emilia-Romagna, non può venire da altre parti. Certo, se il paese continua a cadere, nemmeno la cooperazione si salva". E le elezioni? Influiranno sulla vita delle coop? "Non mi sento di stabilire dei collegamenti diretti. Posso dire solo che con le amministrazioni locali uscenti la cooperazione ha rapporti positivi", ha risposto Cattabiani, rinnovando l’apprezzamento per il presidente della Regione Vasco Errani e per l’ assessore regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli per le intese che hanno patrocinato nel rapporto Stato-Regioni e nel programma anti-crisi per le imprese emiliano-romagnole.

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