Legacoop Bologna tiene, l’occupazione va su


BOLOGNA, 11 LUG. 2012 – Nel 2011 il mondo cooperativo bolognese ha sostanzialmente tenuto, facendo aumentare del 13,8% gli occupati a tempo indeterminato e i soci, saliti al 4,3%. A stilare il bilancio è la stessa Legacoop Bologna il cui fatturato aggregato si è attestato a 11,8 miliardi di euro – in crescita dello 0,6% rispetto al 2010 – pur in un contesto difficile segnato da 32 cooperative che, al primo semestre 2012, hanno attivato forme di cassa integrazione per 1.700 unità, 700 legate al sisma che ha colpito l’Emilia. Rispetto al 2010, viene spiegato, i settori che registrano un andamento positivo sono quelli della distribuzione (grazie alla acquisizione e all’apertura di nuovi punti vendita fuori dall’area felsinea), l’agroalimentare e la cooperazione. In calo, invece, i comparti dell’edilizia e dell’abitazione e della produzione e lavoro a causa del forte andamento negativo dell’ immobiliare, il blocco delle opere pubbliche e, in alcuni casi, dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Quanto al fronte occupazionale – detto delle 32 aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali per 1.700 dipendenti allo scorso giugno – gli occupati a tempo indeterminato, nel 2011, rappresentano l’85% del totale passando da 37.951 a 43.189 con un incremento del 13,8%. Guardando all’andamento del 2012, quanto a valore della produzione, stimati in crescita i settori dell’agroalimentare, della distribuzione e dei servizi; in calo i consorzi artigiani e produzione e lavoro.Pur innanzi a numeri positivi, spiega a margine di una conferenza stampa il presidente di Legacoop Bologna Giampiero Calzolari, il quadro generale appare in "chiaroscuro perché il mondo delle cooperative, come tutto il sistema imprenditoriale, risente della crisi in atto e soprattutto dei suoi tempi lunghi. Noi – osserva – ci eravamo impegnati a sostenere in modo significativo il tema dell’occupazione e il risultato da questa prima indagine è particolarmente lusinghiero: il +13% sull’anno precedente, in un contesto come questo, è sicuramente un dato molto importante". Ad ogni modo, argomenta Calzolari, "di contro si registrano un forte ricorso agli ammortizzatori sociali in alcune aree come la logistica e non solo e preoccupazioni forti per il mondo legato all’edilizia, per il blocco sia dell’edilizia privata che dei lavori pubblici, e la preoccupazione per quanto riguarda il ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione in particolare per l’area delle cooperative sociali e dei servizi. Da un lato – aggiunge – siamo soddisfatti, il fatturato cresce dello 0,6%; dall’altro siamo preoccupati per la prospettiva: se non si inverte la tendenza anche le aree virtuose rischiano di perdere la loro funzione anticiclica". Quanto al sisma e ai suoi effetti, puntualizza il numero uno della Legacoop felsinea, "noi siamo stati solo lambiti, ma molte nostre aziende hanno interessi in quelle aree. La preoccupazione, anche qui, è che i tempi devono essere assolutamente celeri: bisogna che i provvedimenti siano sostanziali e soprattutto che la macchina burocratica allenti un po’ le maglie perché, nel rispetto delle norme, i tempi diventano indispensabili per non perdere occasione di ricostruire. Siamo di fronte – conclude Calzolari – a dichiarazioni di principio cui non conseguono ancora iniziative concrete".

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