Legacoop apre ai 5 Stelle


L’appartenenza al colore politico è storia vecchia: “Coop rosse, bianche o verdi sono definizioni antiche” o per usare le parole esatte di Mauro Lusetti, “desuete”. Il presidente nazionale di Legacoop apre le porte a una geografia politica ribaltata dal voto del 4 marzo, rivelando che il primo incontro col leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio è stato “positivo, perché animato da sincera curiosità”.
Si va avanti, dunque, anche a livello locale. Facendo leva sul programma dal titolo “cambiare l’Italia cooperando” presentato in misura uguale a tutte le forze politiche, forti di un impatto sul PIL nazionale pari all’8% e del coinvolgimento di 12 milioni di persone, un quarto delle quali nel nostro territorio.

 

All’assemblea, coordinata dalla vicepresidente di Legacoop Emilia-Romagna Antonella Pasquariello, sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il professor Marcello Messori, la responsabile Pari Opportunità di Legacoop Emilia-Romagna Rita Finzi, il presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti, il presidente di Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini, l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, il presidente di Cpl Concordia Mauro Gori, la presidente della cooperativa sociale il Bettolino Francesca Benelli, il presidente di Cefla Gianmaria Baludcci, il presidente del Consorzio nazionale Servizi Alessandro Hinna e il presidente del Consorzio Integra Vincenzo Onorato.
Giovanni Monti ha sottolineato alcune ipotesi di lavoro che puntino alla prospettiva medio lunga di intervento delle cooperative. Si tratta delle Rigenerazione urbana, occasione importante ma non facile da cogliere che, oltre a un quadro normativo che ne favorisca la realizzazione, richiede una azione di sistema da parte delle cooperative dei vari settori.
«L’internazionalizzazione – ha ricordato Monti – è una leva decisiva di sviluppo delle imprese e dei territori, specialmente in Emilia-Romagna. Abbiamo ampi margini di crescita, nonostante una scarsa presenza del settore manifatturiero tra le nostre cooperative. Tuttavia, l’agroalimentare e altri settori stanno muovendosi rapidamente in quella direzione. L’innovazione organizzativa e tecnologica saranno l’arma decisiva per il futuro – ha proseguito – sulla quale puntiamo avendo messo in campo strumenti come Innovacoop alla quale presto di affiancherà il Digital Innovation Hub».

Al 31 dicembre del 2016 le cooperative aderenti a Legacoop in Emilia-Romagna erano 920; gli occupati 178.000 una parte significativa dei quali, circa un terzo, opera in altre regioni.
Nel triennio 2014-2016 è stata registrata una crescita aggregata del valore della produzione pari al 5,2% con significative differenze fra i settori: la cooperazione sociale (+10,3%), l’agroalimentare (+9,2%) e il comparto della distribuzione (consumo +7,8% e cooperazione fra dettaglianti +7,1%), crescono ben oltre il dato medio, con un andamento positivo costante. Le cooperative della produzione e lavoro (-2,1%), invece, mostrano un calo nella produzione aggregata, dovuto al non favorevole andamento del comparto delle costruzioni. Per la crisi dell’edilizia anche la cooperazione tra abitanti mostra un delta negativo significativo (-14,6%) alla fine del periodo analizzato.
Sul versante dell’occupazione, risalta il dato della cooperazione fra consumatori (+13,7%) e delle cooperative sociali (+11,4%), con incrementi doppi rispetto al dato aggregato. Positivo anche l’andamento dell’agroalimentare (+7,1%) e della cooperazione di servizi (+5,7%). Risulta, invece, negativo il saldo finale degli occupati nel settore della produzione e lavoro (-8,1%) e nell’abitazione (-8,5%).

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