Legacoop affronta la crisi aprendo alle banche


BOLOGNA, 4 MAR. 2010 – Nel 2009 le cooperative hanno tenuto meglio di altri segmenti. Lo ha sottolineato a Bologna il presidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti che, sulla crisi, ha detto di attendersi per il 2010 una lunga stagnazione. "I dati lo dicono chiaramente, noi abbiamo tenuto sul piano dei volumi e delle attività, abbiamo incrementato leggermente l’occupazione, quindi siamo soddisfatti di questi risultati", ha affermato, a margine della presentazione del nuovo assetto societario della finanziaria Cooperare spa. Ma sul 2010 – ha aggiunto – "purtroppo pensiamo che sarà un anno di grande difficoltà soprattutto sul versante sociale. Perché è vero che la crisi in termini di caduta dovrebbe essere arrivata sul pavimento, ma questo non significa avere ripreso una salita rapida. Tutti i dati ci dicono che avremo di fronte un periodo piuttosto lungo di stagnazione e avremo davanti una difficoltà molto seria perché cambiano i mercati. Questa crisi in alcune aree del mondo è stata affrontata e risolta in tre mesi. Noi siamo invece alla coda di questo processo. Quindi – ha concluso Poletti – qui c’é un problema vero di invecchiamento del sistema produttivo e di efficienza del sistema che rischia di penalizzarci pesantemente". (ANSA).E per prepararsi meglio, Cooperare spa, la finanziaria di partecipazione di Legacoop nata nel 2008 a sostegno di progetti di sviluppo delle cooperative medio-grandi, ha fatto entrare tre banche nel suo capitale. Gli istituti, che rappresentano il 4,3% del capitale sociale per 10 milioni complessivi, sono la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna (8 milioni), Banca Popolare di Verona e Cariparma, con un milione ciascuna. I tre istituti hanno pure sottoscritto congiuntamente un prestito obbligazionario convertibile di 14 milioni di euro: Bper 4, Banca popolare Verona e Cariparma 5 ciascuna. Con questo assetto Cooperare spa – il cui capitale sociale è di 252 milioni e che ha come socio di riferimento, con oltre il 46%, Coopfond, il fondo nazionale in cui confluisce il 3% degli utili delle cooperative – delibererà nel cda del 9 marzo la prima operazione del 2010, a sostegno di una iniziativa imprenditoriale che prevede la produzione di bioenergia e compost da parte di due aziende emiliane. Secondo Giuliano Poletti, che è presidente nazionale di Coopfond oltre che di Legacoop, Cooperare (l’ultima finanziaria in ordine di tempo nata in casa Legacoop) può mettere in moto investimenti per 500 milioni di euro, cifra che potrà muovere investimenti complessivi da parte delle imprese per 5 miliardi. "Abbiamo la necessità di promuovere il nuovo sostenendo acquisizioni, partnership, progetti di sviluppo – ha spiegato Poletti in una conferenza stampa – e di creare reti e relazioni per le aziende, per metterle in grado di affrontare la ripresa. A chi ci accusa di gigantismo diciamo che non abbiamo fame di potere: facciamo scelte coerenti con la nostra storia e per noi l’unica soluzione è andare avanti". (ANSA).Interpellato a margine della conferenza stampa bolognese in cui ha presentato l’accordo con le banche, Poletti ha parlato anche delle ultime vicissitudini rigurdanti il mondo della politica, che offre in questi giorni la politica, che sembra più concentrata su se stessa che sui problemi dei cittadini e dell’economia. "Penso che sia un guaio – ha detto – perché c’é un dato di democrazia: si va a votare per rinnovare i governi regionali e sarebbe del tutto normale attendersi che i cittadini, e insieme a loro le imprese e la società, potessero conoscere quali sono i programmi di questi candidati a governare realtà importanti. "Purtroppo invece – ha aggiunto – assistiamo a uno spettacolo poco edificante, per cui tutta la discussione é sulle norme e sulla legittimità delle candidature. Quindi non siamo ancora riusciti ad arrivare a quella che dovrebbe essere l’ essenza della questione: cosa si pensi di fare per questo paese. E questo è veramente un peccato grave".

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