Le “Vie” del teatro passano da Modena


BOLOGNA, 27 SET. 2010 – Nove giornate ricche di occasioni di incontro in 14 spazi diversi, con 26 spettacoli e 21 compagnie italiane e straniere. Non mancheranno prime assolute e debutti nazionali, dall’8 al 16 ottobre a Modena, Carpi, Vignola e Rubiera, nella sesta edizione di "VIE Scena Contemporanea Festival", presentato oggi a Bologna. Pietro Valenti, direttore di Ert (Emilia-Romagna Teatro), che promuove la rassegna con il contributo di varie istituzioni, ha sottolineato che le compagnie scelte sono "tra le più interessanti espressioni della scena contemporanea mondiale, perché scegliere e accompagnare il lavoro delle compagnie é cuore e nucleo dell’attività di Emilia-Romagna Teatro Fondazione, primo stabile pubblico italiano e genitore di un festival dedicato all’esplorazione della scena contemporanea". In cartellone, tra gli altri, il debutto dello spettacolo della compagnia della Bielorussia Belarus Free Theatre con "Eurepica Challenge", frutto del lavoro di 14 dramaturghi provenienti da nazioni diverse. Altra prima con "Black Tie" dei berlinesi Rimini Protokoll, che per la prima volta nel loro percorso creativo prendono spunto da una storia di vita vissuta: quella della giovane donna Miriam Yung Min Stein che racconta la sua storia di bimba di pochi mesi adottata da una famiglia tedesca. Il coreografo e danzatore Jonathan Burrows e il musicista Matteo Fargion, invece, presenteranno "Cheap Lecture" e "The Cow Piece". "Vie" ospiterà anche il debutto assoluto di "Atlante del Bianco lavoro" di Damasco Corner/Virgilio Sieni, compagnia di danzatori non vedenti nata da un percorso di lavoro guidato dal coreografo e danzatore Virgilio Sieni. Subito dopo il debutto parigino, arriverà il nuovo lavoro del giapponese Toshiki Okada, "We are the undamaged others", con il suo stile unico tra danza e teatro. Dopo avere ospitato lo scorso anno una mostra dedicata a Grotowski nel decennale della morte, il festival rende un altro omaggio al lavoro del maestro polacco con tre lavori del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, laboratorio permanente i cui eredi sono Thomas Richards e Mario Biagini. Ma non è finita qui. Tornano alcune compagnie dell’Emilia-Romagna, tra cui in prima assoluta il nuovo lavoro dei riminesi Motus, "Alexis", tappa conclusiva sulla figura di Antigone. Poi "Detto Moliere", debutto del primo atto del progetto che Marco Martinelli del Teatro delle Albe ha dedicato al più celebre dei drammaturghi francesi, con in scena attori italiani e belgi, studenti delle scuole e gli allievi dell’Accademia di Arte Drammatica di Mons, città che ne ha ospitato il debutto assoluto. Protagonista è un bambino di dieci anni orfano di madre: Jean Baptiste Poquelin, detto appunto Moliere. In programma anche spettacoli del Teatro delle Ariette e di Sonia Brunelli con la compagnia Barokthegreat. Anche questa edizione di "Vie", come la scorsa, riserva spazio e attenzione ad alcune produzioni nate nell’ambito di "Prospero", progetto europeo voluto da Ert, partner italiano di un network che vede riunite sei istituzioni teatrali. Sarà inoltre al festival in esclusiva italiana il nuovo lavoro del brasiliano Enrique Diaz, con ‘"Otro (or) weknowitsallornothing", metodo di improvvisazione e lavoro collettivo tra teatro, musica, video e performance art. Il regista Antonio Latella, presenterà tre lavori di Teatro Anatomico, sul tema del Fondamentalismo. E poi ci sarà il lavoro di Muta Imago, compagnia romana in scena con "Madeleine", terzo episodio di una trilogia dedicata al tema della memoria, e ancora Massimo Furlan performer di origine italiana ma nato e cresciuto in Svizzera, con "1973", giocato sul filo della memoria personale che si fa collettiva, in cui l’autore reinterpreta uno dopo l’altro i concorrenti di "Eurovision de la Chanson", storico concorso canoro europeo trasmesso in diretta tv nell’anno del titolo, flash back sulla musica di quegli anni e sul mondo del pop televisivo.

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