Le ronde di Maroni? Un intralcio


BOLOGNA, 18 AGO 2009 – Tra i tanti effetti devastanti della legge Maroni sulla sicurezza, è tempo di registrarne uno quasi paradossale: l’istituzione delle ronde avrà l’effetto di mettere in ginocchio l’attività delle associazioni di volontariato che già erano impegnate nella sicurezza delle città. Il caso paradigmatico è la città di Bologna. Il regolamento ministeriale sulle ronde, entrato in vigore insieme al provvedimento lo scorso 8 agosto, prevede che le associazioni siano iscritte in un apposito albo formato presso i Comuni che vorranno usufruirne. Il Sindaco di Bologna, Flavio Delbono, che già aveva più volte dichiarato di non volerne sapere di ronde, ma di volere piuttosto più Polizia in giro per le strade, ha comunque dovuto accettare l’idea di creare l’albo, per permettere alle associazioni già attive sul territorio di regolarizzare la loro posizione. Tra le altre, stiamo parlando del "Gruppo Primavera" e della colonia bolognese dei City Angels.Il Gruppo Primavera è attivo soprattutto in alcune zone di Borgo Panigale, alle porte di Bologna, ed è costituito da anziani. Dal marzo 2008, i "nonni" di Borgo "pattugliano" il loro quartiere in gruppo, alle prime ore di buio, allo scopo di scoraggiare nuovi episodi di microcriminalità. Gli Angels sono invece una organizzazione attiva in molte altre città e sbarcata a Bologna nel 2008. I volontari, vestiti con una maglietta rossa e un berretto blu, girano per la città offrendo il loro aiuto alle persone in difficoltà, dal senzatetto infreddolito all’ubriaco che si è perso. Gli Angels sono anche addestrati per intervenire fisicamente per impedire i reati.Entrambe le associazioni dovranno letteralmente cambiare registro, d’ora in poi. Innanzitutto, se vorranno continuare ad operare, dovranno iscriversi al registro istituito dal Comune. In secondo luogo, dovranno sottostare a tutti i limiti che il governo ha imposto per impedire che le neonate ronde (allattate, loro sì, al seno di mamma Lega) si trasformino in squadracce. Dunque, i volontari dovranno essere tutti incensurati, non iscritti a partiti politici, non potranno girare in numero superiore a tre unità, non potranno portare una divisa ma solo la pettorina gialla, come quella degli ausiliari del traffico. E poi, dovranno presentare un certificato della Asl che dimostri l’assenza di disturbi mentali e dichiarare di non assumere droghe e alcolici. Infine, dovranno astenersi da qualsiasi intervento nelle situazioni pericolose, limitandosi a chiamare le forze dell’ordine.Ciò vuol dire, ad esempio, che gli Angels dovranno dire addio al berretto blu, scelto come simbolo distintivo perché richiama i caschi blu dell’Onu. E non è nemmeno una perdita tanto grave, per loro, quanto lo è invece la rinuncia all’uso della forza fisica in difesa delle persone. Ancora più paradossale, poi, il caso dei nonni di Borgo Panigale, che dovranno rinunciare alla tessera di partito, per chi ce l’ha, o a girare in gruppi di quattro o cinque. Se non altro, i nonni la pettorina gialla la portavano già, e a intervenire con la forza non ci pensavano affatto.Ora queste associazioni, come tutte le altre simili, dovranno decidere se regolarizzarsi, se ridefinire la loro attività o se smettere completamente. Delbono ha smentito di aver invitato le associazioni ad iscriversi all’albo. "Decideranno loro – ha detto – se aderire o meno a quanto previsto dalla legge Maroni. Se dovessero esserci dei contrasti interpretativi valuteremo…"

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