Le relazioni fra le persone e le generazioni future


(…)Reggio Emilia può dunque competere, dicevamo, con le capitali regionali e provinciali globali. Oltre alla dimensione economica guardiamo alla dimensione infrastrutturale, possiamo essere un territorio di qualità che favorisce relazioni fra le persone e le città, e conserva le sue risorse per le generazioni future. Spostarsi agevolmente, accedere alle nuove tecnologie, la ecocompatibilità delle iniziative sul territorio e la disponibilità e qualità degli spazi pubblici sono fattori determinanti per la competitività in questa dimensione, questo vuol dire avere una città europea, in cui ci si sposta agevolmente, con alternative sostenibili e che si combinano all’uso dell’auto. E’ chiaro che su questo punto, noi oggi non siamo posizionati in una maniera eccellente. E’ assolutamente vero che Reggio si è trovata nel tempo, sulle infrastrutture, a dover colmare un gap competitivo anche rispetto ai territori vicini ed oggi il traffico è una delle problematiche vissute con maggior fastidio rispetto all’aspettativa giusta di spostarsi con facilità, in modo rapido ed efficace, o magari avere un’ alternativa alla mobilità privata.Sulle infrastrutture paghiamo, come tutti, i tempi delle opere pubbliche in Italia. E tuttavia la programmazione congiunta di Regione, Provincia, Comune ha affrontato questo problema. In primo luogo la stazione Mediopadana dell’alta velocità, che è stata finanziata e appaltata, permetterà a Reggio di essere dentro a un sistema di relazioni internazionali ed europee molto più significative e potrà diventare una sede di potenziale attrazione. Permetterà di essere dentro un’area vasta con più peso e di dispiegare il suo ruolo nella rete europea, nella quale siamo già presenti su vari fronti – come inquadrato nel Psc, nel Ptcp e nel Ptr – e come stiamo facendo con l’internazionalizzazione che ci consente la nostra agenzia Reggio nel mondo. Reggio potrà diventare, attraverso la stazione, sede di potenziale attrazione sia nella direzione di quella economia, sempre più forte dal punto di vista manifatturiero, sia dal punto di vista delle competenze e delle intelligenze, e della economia della conoscenza, perché la facilità di spostamento e una alta qualità di vita, di spazi pubblici e di servizi sono elementi che contribuiscono fortemente a quell’attrattività del territorio di cui abbiamo parlato anche prima.La stazione Mediopadana è una realtà perché i lavori partiranno presto, lo è diventata con il tempo e senza perdere tempo. la stazione è stata finanziata e appaltata. Da questo punto di vista dobbiamo dire che la Camera di Commercio ha sempre creduto in questa scelta, ci ha creduto in maniera forte e significativa, dimostrando di saper aderire a progetti di ampio respiro. a stazione Mediopadana significa essere dentro alle vie economiche, culturali, di stili di vita europee, di attrazione di talenti, di sviluppo di qualità per tutta la comunità. Reggio ha sicuramente una vocazione alla mobilità su ferro molto più forte rispetto a quella stradale dove Modena e Parma hanno dimensione e storie differenti. Potremmo dire che ci candidiamo a diventare la città del trasporto ferroviario, sia perché la stazione medio padana avrà una grande capacità di attrazione come abbiamo detto, sia perché l’accordo che abbiamo raggiunto con le ferrovie regionali, per potenziare il trasporto dei pendolari, lungo l’asse est ovest, e per privilegiare la Reggio Bagnolo, la Reggio Scandiano e la Reggio Cavriago come metropolitane di superficie procede per portare qui investimenti per oltre 40 milioni di euro. Ancora ieri sentivo parlare di parmigiani che pensano di avere la stazione Mediopadana. La stazione Mediopadana è stata finanziata nel corso di questi anni, si sono trovati i finanziamenti, è stata appaltata, vi saranno i lavori, confidiamo che come per i tre ponti non vi siano giorni di ritardo, né infortuni gravi, né aumenti di costi. Remare contro farà bene forse alla visibilità di qualche candidato o di qualche politico, ma non fa bene a Reggio.Oltre al ferro, però, vi sono le strade. Abbiamo quasi completato in questi anni l’anello delle tangenziali, abbiamo portato a casa i finanziamenti per il completamento della nuova tangenziale a nord, di cui abbiamo trovato la chiave intesa con Anas, e speriamo presto di concludere un accordo con Regione Provincia e società Autostrade per la Via Emilia bis che rappresenta la vera sfida infrastrutturale stabile di cui la città ha bisogno. Completato l’anello con le altre tangenziali che vedete sono in programma, noi crediamo che la città avrà migliorato il suo problema, ma non risolto perché il problema del traffico è legato, come dico al mio amico Stefano Landi, anche all’altissimo numero di macchine in questa città, che è di oltre 65 autovetture private ogni 100 abitanti. Però sicuramente potrà permettere una migliore mobilità, un migliore spostamento e quindi una migliore competitività del territorio. Le tecnologie possono diventare una grande risorsa per questo territorio. Sul tema delle ciclabili vedete e sapete quali importanti riconoscimenti abbiamo ricevuto. Il progresso rappresenta la possibilità di godere della modernità. In un suo celebre saggio, un pensatore politico russo diceva: la rivoluzione, è soviet ed elettrificazione, cioè il progresso è legato alla tecnica.L’accesso alle nuove tecnologie è dunque un altro fattore decisivo di competitività. Esiste anche qui un problema di uguaglianza. Chiamato digital divide, cioè diversità nell’accesso. Su questo punto, abbiamo cercato di impegnarci organizzando corsi di informatizzazione per gli anziani, abbiamo cercato di aumentare il numero di connessioni attraverso il progetto di wifi gratuito e abbiamo terminato la già presente cablatura della città con le fibre ottiche che rappresenta un investimento intelligente. L’uso di queste nuove tecnologie è aumentato molto. La parola “connessione” non è semplicemente una suggestione, ma può rappresentare davvero uno scenario nuovo per questa città. Il nostro mondo è diventato sempre più un mondo strumentale che si basa sulla tecnologia: abbiamo quattro miliardi di cellulari, trenta miliardi di targhette di radio frequenze. Due miliardi di persone saranno molto presto collegate a internet. Queste macchine diventano sempre più intelligenti, sono capaci di aiutarci e di rendere più facile la nostra vita. Ma dobbiamo volerlo.Questo è già una realtà nel campo dell’educazione, forse la presidente di Reggio Children Carla Rinaldi si arrabbierà un po’ perché non le avevo preannunciato che avrei parlato di questo, ma con Ibm stiamo costruendo un accordo per essere la prima città italiana a sperimentare il modello smarter cities su educazione, musei e mobilità. Su questo argomento vorrei, mostrarvi come nella nostra quotidianità un investimento sulle nuove tecnologie potrebbe cambiare drasticamente anche il tema delle risorse. Vedete che il 70% della perdita della energia è dovuta a inefficienze nella rete e che, solamente per trovare da parcheggiare, nel distretto di Los Angeles si possono sciupare 47 galloni di petrolio. Da questo punto di vista le suggestioni per un sistema di traffico intelligente, come quello di Stoccolma, che consente una caduta nelle emissioni e un vantaggio nel consumo di carburante, sono prospettive non lontane ma presenti, possibili. Un territorio di qualità, è un territorio dove anche sono fruibili spazi pubblici, e da questo punto di vista il nostro posizionamento strategico è da sempre piuttosto buono, anche se fatichiamo a procedere su isole pedonali e Ztl, che da tutti gli indicatori vengono segnalate come fattori competitivi e di migliore qualità di vita. Ma spazi pubblici significa spazi pubblici ritrovati, aperti e chiusi e dal sistema delle piazze alla Reggia di Rivalta, ai magneti commerciali e culturali del centro storico, fino all’individuazione dei poli di eccellenza, fino alla qualità delle frazioni. Abbiamo detto di un territorio di qualità. Qualità è rispetto dell’ambiente e responsabilità per ciò che consegniamo ai nostri figli.Esiste un indice di ecocontabilità che dice che abbiamo dei problemi con le Pm10 e con i servizi pubblici, ma è sicuramente buona la nostra posizione rispetto all’indice di eco compatibilità, cioè l’indice che racchiude vari indicatori dalle piste ciclabili, alla raccolta differenziata, alla qualità dell’acqua. Da questo punto di vista, certamente Reggio ha molto da insegnare, ma ha anche bisogno di investire moltissimo per poter incidere, con le altre città dell’area vasta e della pianura padana, sul miglioramento della qualità dell’aria e sul trasporto pubblico per promuovere il nuovo concetto di mobilità compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Persistono però ancora troppi problemi sulle Pm10 nonostante l’aumento di linee di Minibù gratuiti, stiamo lavorando in questo senso e continueremo a farlo.(7) UNA COMUNITA’ FORTE

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