Le Regioni contro un federalismo fiscale impraticabile


2 DIC. 2010 – Il decreto sul federalismo fiscale approvato dal consiglio dei ministri non piace per niente alle Regioni. A far storcere il naso a diversi governatori è quell’intenzione, da parte del governo, di sbarrare la strada a quei presidenti che amministrano Regioni dai bilanci in rosso. "E’ incostituzionale, e lontanissimo dall’idea di federalismo", commenta Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. "Non può esserci – continua – un provvedimento che decide il fallimento politico di un sindaco o di un presidente di regione".Il 9 dicembre è fissata la riunione della Conferenza Unificata, l’appuntamento in cui le Regioni incontreranno di nuovo il governo. Ieri la richiesta inoltrata all’esecutivo verteva sulla necessità di risorse per il trasporto pubblico locale (cancellate dalla manovra), e sull’annullamento dei tagli di 4 miliardi e mezzo sui trasferimenti. Domande che se non verranno ascoltate porteranno, fra una settimana, a un parere negativo da parte delle Regioni."Con questi tagli – sostiene Errani – il federalismo fiscale non è praticabile. Tra il 2011 e il 2012 vengono azzerati, al netto della sanità che sta in un altro capitolo, i trasferimenti per tutte le altre competenze delle Regioni. E dunque cosa fiscalizziamo? Il nostro parere non potrà che essere negativo ."

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet