Le Regioni: “Con i tagli alla sanità a rischio l’assistenza”


ROMA, 25 SET 2009 – Le Regioni rispediscono al mittente la proposta avanzata dal Governo con il ‘patto per la salute’, e si preparano alla battaglia: settimana prossima avanzeranno una controproposta, la settimana successiva, finalmente, incontreranno il premier. Intanto, tra Errani e Sacconi scatta un botta e risposta a distanza."MANCANO 7 MILIARDI IN DUE ANNI" – La conferenza delle Regioni, riunita per affrontare il tema sanità, non condivide il piano 2010-2012 predisposto dal governo. All’appello mancano 7 miliardi per il prossimo biennio, ha detto il rappresentate dei governatori, Vasco Errani. E la "dotazione di risorse non consente di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza". Una lettura contestata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "Io so che ci sono più soldi, con un incremento del rapporto con il pil – ha replicato -. Bisogna cambiare il metodo di riparto, che deve essere premiale nei confronti dei processi virtuosi, sulla base di costi standard che devono essere i costi migliori". Immediata la contro replica di Errani: "Se ci sono altre risorse, ci dicano dove sono". Insomma, "basta teatrino delle cifre", ora "soldi veri, non ‘varie ed eventuali’ "."CHIAREZZA SUL FEDERALISMO" – Il piano salute del governo si concentra, per la parte dei trasferimenti finanziari, sugli anni 2010 e 2011. Poi dovrebbe intervenire il federalismo fiscale. Ed è anche per questo che oggi da Errani è arrivato un richiamo: fare chiarezza sulle cifre del federalismo prima delle regionali. Per i due anni a venire, i numeri del patto sono quelli della finanziaria 2009. E la sottostima, dicono le Regioni, è di 7 miliardi. Ma così è "impossibile governare la sanità – avverte Errani -. O col governo troviamo una linea di equilibrio che garantisca i livelli essenziali di assistenza, oppure dovrà essere chiaro che quei livelli non sono sostenibili". Un passaggio Errani lo ha riservato anche ai ticket e all’ipotesi di aumenti. Un’ipotesi messa in campo dallo stesso patto salute, che però non è ancora definitivo. "Il governo – ha detto Errani – ha assicurato che non chiederà una lira in più agli italiani. Se consentisse di agire sui ticket cadrebbe in contraddizione".L’INCONTRO CON BERLUSCONI – Anche questi temi saranno al centro del confronto con Silvio Berlusconi, che dopo vari rinvii, potrebbe svolgersi tra due settimane, ha annunciato da Errani. Nel frattempo, giovedì prossimo le Regioni presenteranno un proprio piano salute, impostato su "diversi criteri di governo della spesa". Un incontro, nei giorni scorsi, le Regioni lo hanno chiesto anche al ministro Gelmini. Per ora quel che si registra è uno scambio di battute, proseguito anche oggi. Con il titolare dell’Istruzione che in un’intervista chiede alle Regioni di esprimersi sulla riforma della scuola secondaria, ed Errani che le risponde: "Non ci sono provvedimenti bloccati. C’é una situazione di stallo a fronte di questioni aperte da mesi e confido che l’appello del ministro sia rivolto al governo".

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