Le regioni al governo: non si tocca il Patto per la salute


ROMA, 16 LUG 2009 – Un nuovo strappo del governo Berlusconi, stavolta contro la conferenza delle Regioni. Uno strappo in grado di spezzare il dialogo istituzionale, vista la posizione netta dei presidenti delle regioni. Il decreto anticrisi – dicono i governatori – non dovrà contenere nessuna norma o intervento che riguardi il Nuovo Patto per la salute. Altrimenti sarà rottura. E’ questo il monito che i presidenti delle regioni al termine della conferenza straordinaria a Roma di questa mattina, hanno rivolto al governo. "Noi lo considereremo un atto unilaterale e quindi inaccettabile, in grado di compromettere – ha detto il presidente, Vasco Errani, a nome di tutti i partecipanti – le relazioni istituzionali. La nostra posizione è fermissima".Errani ha però ribadito che le regioni sono disponibilissime al dialogo, tornano a chiedere un incontro urgente con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e lanciano all’intero esecutivo un appello: "nessuna decisione unilaterale, si vada ad un confronto reale per giungere al più presto ad uno nuovo Patto che sia effettivamente innovativo". Sul tavolo la questione è ferma da tempo e ora la posizione del governo che ha chiesto una decisione entro settembre ha messo in fibrillazione i governatori, i quali ribadiscono che mancano all’appello 7 miliardi di euro."Noi siamo consapevoli della crisi ed è per questo – ha ribadito Errani – che siamo disponibili con grande responsabilità istituzionale ad un confronto approfondito per trovare un accordo, ci aspettiamo che il governo a cui va attribuito il ritardo sulle decisioni, faccia altrettanto rispettando gli accordi già sottoscritti". Al tavolo della trattativa le regioni chiedono di discutere degli stanziamenti per gli anni 2010-2012 in materia di spesa sanitaria, della riduzione del tetto sulla farmaceutica, della disciplina per la remunerazione delle visite fiscali che gravano sul fondo sanitario riducendone di fatto la disponibilità finanziaria. Altra questione in sospeso le risorse dei Fas nazionali e dei Par regionali sui quali occorre "una chiarezza definitiva".

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