Le primarie filosofiche di Giorgio Albertazzi


BOLOGNA, 15 GEN. 2010 – Proprio mentre i partiti politici sono alle prese con le candidature per le regionali, Giorgio Albertazzi decide di portare le elezioni a teatro. In occasione del suo ultimo spettacolo, l’istrionico attore sottrarrà al Partito Democratico il monopolio sulle primarie e organizzerà, in prima nazionale, tre vere e proprie "election night" sul palcoscenico del Duse di Bologna. A sfidarsi nel corso di "Fliosofi alle primarie" saranno appunto quattro filosofi, proptagonisti di un confronto a tutto campo che avrà come giudice il pubblico in sala. Tochherà infatti agli spettatori, attraverso l’applausometro, esprimere il proprio consenso ed eleggere il vincitore di questo particolare tornata elettorale. Gli sfidanti sono nomi di tutto rispetto: i primi saranno – lunedì 18 gennaio – Platone contro Protagora, cui seguirà lo scontro tra Nietzsche e Papa Ratzinger il 19. I due vincitori si affronteranno poi nella finale di mercoledì 20 gennaio. In scena solo il Maestro, in sottofondo le musiche di Pulp Fiction, ma Roberta Caronia sarà la voce narrante che condurrà il pubblico attraverso i vari momenti dello spettacolo e spiegherà quei riferimenti inevitabili che potrebbero risultare indigesti perfino al pubblico più colto. Albertazzi farà interloquire gli autori sui diversi argomenti sdoppiandosi, ma "non aspettatevi che io faccia le vocine…" ha spiegato ridendo in conferenza stampa. Dei filosofi darà una sua personale riscrittura e interpretazione "ma starò ben attento a non far capire qual è il mio preferito". L’applausometro in sala decreterà ogni sera il vincitore. Inteprete e autore sono pronti quindi alla riscrittura del testo per la fase finale del match. Per la gara filosofica l’autore Carlo Monaco, docente di filosofia prestato per anni alla politica, ha pensato ad una struttura simile ad una partita a scacchi. Il confronto tra i filosofi simulerà le mosse dei pezzi della scacchiera che rappresentano i paradigmi delle due contrapposte concezioni filosofiche: gli alfieri, portabandiera, sono i valori di riferimento; i cavalli le procedure metodologiche; le altezze delle torri rappresentano la visione del futuro; la regina simboleggia il bene sommo; il re inevitabilmente la natura del potere politico. Albertazzi non teme che un one man show, su un tema filosofico e per giunta spalmato su tre serate, spaventi il pubblico bolognese. Per il Maestro lo spettacolo è "una sfida con allegria e leggerezza". "C’é Haiti e noi facciamo i filosofi? – si è chiesto retoricamente -. Una volta ero molto più immaturo. Avrei detto ‘no, dobbiamo fare altro’. Così nasce il finto teatro impegnato: ‘parliamo dello scontro tra Fini e Berlusconi…’. Ora invece dico che sta più nel pensiero e nella vita di noi tutti parlare della filosofia che non dello scontro Fini-Berlusconi". Perché, concordano autore e inteprete, la filosofia greca aveva "già detto tutto". E perché in scena, per Albertazzi, "non si discute di Protagora o Platone, ma di noi e del nostro tempo".

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