“Le Poste non lascino le zone terremotate”


©Trc-TelemodenaMODENA, 16 LUG. 2012 – Sono 31 in provincia di Modena gli uffici postali che, per dimensioni o dislocazione, Poste Italiane ha definito antieconomici e dunque a rischio chiusura. A questi vanno aggiunte 73 zone di recapito. Misure che avranno pesanti ripercussioni sul piano occupazionale, ma anche sulla qualità del servizio erogato. Tra gli uffici a rischio chiusura, infatti, figurano molte piccole frazioni della bassa modenese, territorio già in difficoltà per il terremoto, nel quale, nonostante tutto, da questo mese è iniziata la sperimentazione del Piano di riorganizzazione di Poste Italiane. Ma ci sono anche uffici della montagna, Acquaria o Boccasuolo solo per citarne un paio, la cui chiusura costringerebbe i residenti, per lo più anziani, a spostamenti di chilometri per una pratica postale. Sulla questione sono state, negli ultimi giorni, numerose le prese di posizione. I consiglieri regionali modenesi del Pd Vecchi, Bonaccini e Costi hanno firmato una risoluzione per dire no al taglio indiscriminato degli uffici postali. Medesima richiesta avanzata dai senatori emiliani del Pd, in una interrogazione ai ministri Passera e Fornero, dove si invoca più attenzione per le zone terremotate. “Un piano da riesaminare sulla base delle esigenze di carattere eccezionale portate dal terremoto” incalza Confcommercio.

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