Le PMI prigioniere della stagnazione


BOLOGNA, 1 FEB. 2012 – Anche nel terzo trimestre 2011 è una sostanziale stagnazione a caratterizzare l’andamento delle PMI regionali. Gli investimenti sono infatti statici e il fatturato complessivo registra una variazione del -0,2% rispetto allo stesso trimestre del 2010. In calo sono anche il fatturato interno (-0,3%) e il fatturato conto terzi (-1,2%). Lo rileva TrendER, l’Osservatorio congiunturale della micro e piccola impresa dell’Emilia Romagna promosso da CNA e Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e realizzato con la collaborazione metodologica della sede regionale di Istat sui bilanci di 5.040 imprese associate, che ha pubblicato un’anticipazione del consueto report semestrale. Tra le componenti del fatturato, cresce soltanto quella del fatturato estero (+7,4%), la cui quota sul totale, però, non supera il 3% per il manifatturiero, e il cui indice di livello resta ben al di sotto dei valori 2008. Al passo lento del fatturato corrisponde una sostanziale staticità degli investimenti, il cui livello resta piuttosto basso, nonostante la dinamica favorevole del terzo trimestre che registra una crescita tendenziale del +6,7%, ma solo in ragione del fatto che il periodo di confronto, il terzo trimestre 2010, coincise con un forte ridimensionamento e un valore mai così basso dell’indice di livello (47,4).Tra i comparti, il cui fatturato complessivamente ristagna (-0,2%), si registra una continuità nella ripresa del manifatturiero e del terziario avviatasi già nel secondo trimestre dell’anno (il cui fatturato cresce rispettivamente del 5,7% e del 2,7%); recupero che tuttavia non riesce a compensare la caduta del fatturato nelle costruzioni (-8,2%), settore che ormai si sta ridimensionando in termini sistematici dal 2008. Nel dettaglio dei settori si confermano gli andamenti positivi di metalmeccanica (+5,49%), moda (+4,04%) e trasporti (+4%); restano stazionari ma in area leggermente positiva legno-mobili (+0,6%), alimentari (+1,6) e servizi alla persona (+2,11); ancora in calo le riparazioni autoveicoli e motocicli (-1,58%).Anche a livello dei singoli territori la fase di crisi non sembra essere superata. Per quanto riguarda le province si segnalano in recupero Reggio Emilia, Modena e Parma che avevano registrato maggiori difficoltà di altre aree della regione nei periodi precedenti, mentre si evidenziano rallentamenti e cali degli indicatori di fatturato nelle aree che avevano reagito meglio alla fase post-crisi come Rimini, Piacenza, Forlì-Cesena e la stessa Bologna. Restano stazionari gli indicatori di Ravenna e Ferrara. In dettaglio, il fatturato tendenziale diminuisce a Bologna dove si registra un -3,4% del fatturato complessivo, -3,5% di quello interno e -3,9% di quello conto terzi. Si registra per contro una decisa ripresa degli investimenti, che mette in luce una forte azione di risposta alla crisi. Una tendenziale diminuzione del fatturato si registra anche a Ravenna (-2,6%), andamento non recuperato dalla moderata ripresa del conto terzi (+1,8%). Positiva variazione tendenziale si registra invece dal lato degli investimenti, che si aggiunge a quella registrata nel trimestre precedente. A Forlì-Cesena, il fatturato perde l’8,4%, registrando la terza diminuzione tendenziale consecutiva, caduta che risulta ancor più marcata per la componente conto terzi. Inversione in negativo per Piacenza: il fatturato complessivo perde il 4,9%, quello interno il 5% ed il conto terzi il 6,3%. La ripresa di inizio 2011 dunque si interrompe. Il ridotto livello degli investimenti concorre a delineare una fase di elevata criticità. Inversione di tendenza negativa anche a Rimini per tutti gli indici del fatturato: -14,4 quello complessivi; -15,4 quello interno e -17,2% quello conto terzi. Crollano gli investimenti. A Modena, il fatturato totale registra un nuovo incremento tendenziale e, soprattutto si conferma trainante il fatturato conto terzi che col +5,6% continua a crescere più decisamente del fatturato complessivo. Continuano, invece, a diminuire gli investimenti. Andamento positivo a Parma per il fatturato, alla cui crescita si affianca quella degli investimenti. A Ferrara, la crescita tendenziale del fatturato interno (+3,1%) compensa il calo del fatturato conto terzi (-2,2%). Nonostante un lieve recupero, permane invece basso il livello degli investimenti. A Reggio Emilia, prosegue il processo di ripresa del fatturato che cresce del 6,6%, mentre continuano a ridimensionarsi gli investimenti (-17,2%), il cui indicatore di livello tocca il valore più basso dal 2008.  La situazione economica dell’artigianato e della microimpresa fino a 19 addetti continua, dunque, a registrare un andamento difficile che non riesce a recuperare le posizioni antecedenti la crisi, ma neppure ad eguagliare i risultati del 2010 che avevano fatto ben sperare. I dati di TrendER ne sono una conferma: è in atto una sostanziale stagnazione della produzione che si attesta appena al di sotto dei valori dello stesso trimestre del 2010. “In questo quadro – spiega il segretario regionale di CNA Gabriele Morelli – gli unici segnali positivi di crescita sono legati all’export (meccanica e moda) che infatti vedono proseguire la tendenza al rialzo del fatturato estero anche della microimpresa con un +4,1% sullo stesso trimestre del 2010. La difficile situazione economica è confermata anche dall’andamento complessivamente negativo degli investimenti, che rappresentano il segnale di una ridotta fiducia degli imprenditori nelle prospettive, come pure dalla flessione della spesa per retribuzioni rispetto allo stesso trimestre del 2010 che segnala una stagnazione dell’occupazione. Infine, la crescita che si registra nella spesa per consumi, nonostante le difficoltà economiche, si collega agli aumenti tariffari di energia ed IVA e provoca un’ulteriore compressione della redditività delle imprese, oltre a segnalare, probabilmente, la ripresa della spinta inflazionistica”.A preoccupare sono anche le previsioni per il 2012 che – come sottolinea Morelli – “a detta dei nostri imprenditori, sono ancora più pessimistiche, in quanto la situazione finanziaria internazionale con l’effetto dello spread sul costo del denaro e sull’accessibilità al credito e le manovre per la correzione dei conti pubblici effettuate nel 2011, comprimeranno ulteriormente i margini delle attività economiche”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet