Le piccole imprese sono sempre più in difficoltà


BOLOGNA, 11 FEB. 2009 – La crisi si acuisce di giorno in giorno e le imprese sono sempre più in sofferenza. Occorre intervenire subito se non si vuole andare incontro ad una fase recessiva senza precedenti. Questo il giudizio di Cna Emilia- Romagna che, nel corso della sua Direzione regionale riunita a Bologna, ha esaminato l’evolversi della difficile situazione economica, rilevando "pericolose situazioni di sofferenza nello stato delle imprese di molti settori dell’apparato manifatturiero della nostra regione". La crisi è ormai a tutto campo; non colpisce solo le imprese che operano sui mercati locali, ma anche quelle che sono ben relazionate con le filiere internazionali dell’export, così come quelle che hanno fatto importanti investimenti in tecnologie e innovazione. A dimostrazione che la crisi è globale e totale.In questo quadro, la Direzione Regionale della Cna ha giudicato insufficiente il pacchetto anticrisi approvato in queste settimane dal Parlamento: "Una manovra priva di un disegno organico che ponga al centro la piccola impresa ed il lavoro. Preoccupa, in questo momento, la scarsità complessiva delle risorse messe in campo sul piano degli ammortizzatori sociali, in particolare nelle misure straordinarie a copertura delle situazioni non protette o più esposte al rischio di disoccupazione". "Per la piccola impresa e l’artigianato – spiega il presidente regionale Cna, Quinto Galassi – la salvaguardia delle aziende, dei lavoratori, ma anche delle loro competenze sono questioni strettamente connesse anche se troppo spesso sottovalutate dalle istituzioni. In territori ad alta densità di imprenditoria diffusa come l’Emilia-Romagna, trovarsi sprovvisti di risorse sui fronti degli ammortizzatori sociali e della formazione potrebbe avere come conseguenza l’impoverimento di una moltitudine di competenze professionali elevate. Il tutto con serie ripercussioni anche sulla tenuta della coesione sociale di questa regione". Serve un cambio di rotta, dunque.Per questo la Direzione regionale Cna, dopo aver condiviso gli interventi messi in campo con l’Assessorato regionale alle Attività produttive, ritiene necessario attivare da subito un Tavolo di crisi presso il servizio lavoro dell’Assessorato regionale alla formazione professionale, "con lo scopo di effettuare un attento monitoraggio della situazione di difficoltà e di predisporre un set di interventi che, in assenza di trasferimenti significativi di risorse straordinarie nazionali, possano anche prevedere un diverso utilizzo delle risorse regionali del Fondo Sociale Europeo". In particolare la Cna delll’Emilia-Romagna ritiene importante che si predispongano misure per attivare azioni di sostegno all’ occupazione (in accordo ed in integrazione con gli Enti Bilaterali); azioni formative di accompagnamento e ricollocazione lavorativa; azioni di incentivazione alla stabilizzazione (apprendistato e contratti a tempo determinato); azioni di promozione e sostegno alla creazione di nuove imprese (anche attraverso incentivi al trasferimento ed al passaggio generazionale). La Cna nei prossimi giorni si attiverà "per coinvolgere le altre forze sociali per il sostegno di questa proposta in difesa delle imprese e dei lavoratori dell’Emilia- Romagna".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet