Le nuove sfide della Produzione Integrata


PIACENZA, 22 NOV. 2010 – "Abbiamo da sempre ritenuto che la Produzione Integrata sia un patrimonio del nostro sistema di produzione agroalimentare e che necessiti di una reale valorizzazione". Così CCPB srl, attraverso il suo amministratore delegato Fabrizio Piva, presenta un appuntamento ormai consueto, che la struttura organizza assieme al Consorzio Il Biologico e in collaborazione con l’Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Si tratta dell’annuale convegno dedicato a questo innovativo metodo, "che ha coniugato scienza, tecnica e pratica ed ha saputo offrire al mercato prodotti salubri in sintonia con l’ambiente". L’iniziativa arriva ormai all’ottava edizione e ad ospitarla, il prossimo 25 novembre, sarà la facoltà di Agraria piacentina.La Produzione Integrata non si pone in competizione con il biologico, ma al contrario lo ha in molti casi accompagnato e favorito, sia sul piano delle tecniche di produzione che su quello dell’accettazione da parte del consumatore. Quest’anno il  convegno vuole approfondirne un aspetto specifico, riassunto nel titolo "La Direttiva sull’uso sostenibile dei fitofarmaci e la Produzione Integrata: da obbligo ad opportunità". L’appuntamento verrà inoltre seguito dalla tavola rotonda "Quale Produzione Integrata: la filiera si interroga", in cui differenti realtà appartenenti a diversi anelli di filiera analizzeranno i punti critici e le opportunità che potranno derivare da una nuova stagione in cui l’Unione Europea ha iniziato ad occuparsi più attentamente della tematica."La direttiva CE 128/2009 – spiega Fabrizio Piva – prevede che a partire dal 2014 le azioni di monitoraggio e controllo in materia di difesa fitosanitaria delle produzioni agricole siano obbligatorie e favorisce l’introduzione della difesa integrata rendendo di fatto più facilmente definibile e meno lontano dalla pratica agricola il metodo maggiormente ‘solistico’ della produzione integrata. Gli Stati membri dovranno definire dei Piani d’Azione per ridurre i rischi derivanti dall’uso dei prodotti fitosanitari e promuovere l’adozione della difesa integrata per ridurre la dipendenza dall’utilizzo dei fitosanitari medesimi".Dopo quasi 40 anni di esperienze e di impegno in termini di risorse umane e finanziarie, la filiera e il nostro sistema produttivo sono dunque chiamati a fare un passo avanti. E a tale proposito, nel convegno del 25 novembre verrà lanciata una sfida. "Non si può rimanere passivi nell’applicare questi obblighi ‘di minima’ – conclude infatti l’ad di CCPB srl – ma al contrario si dovrebbe sfruttare questa occasione per "mettere a frutto" le esperienze e trasformare l’obbligo in un’opportunità di riconoscibilità degli sforzi fino ad oggi compiuti per valorizzare finalmente i prodotti che ne derivano". Per tutte le informazioni e il programma completo del congresso, ecco l’invito.

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