Le imprese straniere crescono… meno


Non si arresta la crescita delle imprese straniere in Emilia-Romagna, ma il ritmo è più lento rispetto a quanto avviene a livello nazionale. Al 31 marzo le imprese attive straniere raggiungono quota 43.472 (il 10,6 per cento del totale). In un anno aumentano di 1.130 unità, +2,7 per cento. Gli effetti della crisi economica contengono la loro tendenza a crescere, ma riducono dell’1,6 per cento l’insieme delle altre imprese regionali. In Italia, l’aumento è ancora una volta più rapido (+5,4 per cento) e le straniere superano quota 480 mila, il 9,4 per cento del totale, a fronte di una diminuzione dell’1,2 per cento delle altre imprese. Questi sono i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio (InfoCamere) elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Le imprese straniere aumentano in tutte le regioni italiane. La crescita è più rapida in Campania (+11,3 per cento) e nel Lazio (+10,5 per cento). L’Emilia-Romagna è tredicesima. L’aumento delle imprese straniere è stato molto più rapido In Lombardia (+5,8 per cento) e in Veneto (+4,7 per cento), dove anche le imprese non straniere resistono meglio alla crisi. La forma giuridica La tendenza positiva è data dalle ditte individuali (+668 unità, +1,9 per cento), nonostante gli effetti della crisi ne contengano l’aumento. Costituiscono l’83,8 per cento delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. È determinante la crescita molto più rapida delle società di capitale (+428 unità, +16,1 per cento), sostenuta dall’attrattività della nuova normativa delle società a responsabilità limitata. Questa ha contribuito a contenere la variazione, comunque positiva, delle società di persone (+0,1 per cento). Aumentano, ma molto meno rapidamente, le cooperative e i consorzi (+5,1 per cento). Settori La tendenza positiva origina sostanzialmente dai servizi (+1.061 imprese, +5,2 per cento). In particolare, l’incremento è determinato soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+329 unità, +3,1 per cento), nonostante la debolezza dei consumi, e dei servizi di alloggio e ristorazione (+228 unità, +8,2 per cento). Aumenti rilevanti si hanno anche per le imprese delle altre attività (+12,7 per cento, +155 unità), trainate da quelle dei servizi per la persona (+14,5 per cento). Solo variazioni minime negli altri macro settori, in aumento nelle costruzioni e in diminuzione nell’industria e in agricoltura.

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