Le imprese in regione sono sempre meno giovani


La base imprenditoriale e ancora più quella giovanile continuano a contrarsi più rapidamente in Emilia-Romagna rispetto a quanto avviene nel resto di Italia. E’ quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. A fine 2014, le imprese attive giovanili sono 35.252, ovvero l’8,5 per cento delle imprese regionali. La crisi economica e la restrizione del credito continuano a colpire duramente. In un anno se ne sono andate 1.430 (-3,9 per cento). Va appena meglio per le altre tipologie di  imprese, diminuite dell’1,1 per cento. La tendenza in regione è più pesante di quella nazionale. In Italia la contrazione delle imprese giovanili (564.000, l’11,0 per cento del totale) è meno ampia (-2,6 per cento), come è più contenuta anche per le altre imprese (-0,5 per cento). Le imprese giovanili aumentano nel Lazio (+0,9 per cento) e leggermente in Trentino-Alto Adige (+0,3 per cento). Il segno è rosso altrove. La flessione maggiore si è avuta in Basilicata (-6,1 per cento). L’Emilia-Romagna è in fondo a questa classifica, quattordicesima. Va peggio in Piemonte (-4,2 per cento), ma meglio in Veneto (-2,7 per cento) e in Lombardia (-1,9 per cento). La riduzione delle imprese giovanili è da attribuire principalmente alla flessione delle ditte individuali (-1.426 unità, -4,9 per cento), prese tra congiuntura negativa e indisponibilità del credito, ma è molto più intensa per le società di persone (-11,6 per cento, pari a 398 unità). All’opposto, le società di capitale hanno messo a segno un vero boom (+403 unità, +10,7 per cento). Si polarizza anche la base imprenditoriale giovanile. La riduzione delle imprese giovanili è sempre determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-1.014 unità, -9,9 per cento), un settore in continua grande difficoltà. La tendenza negativa predomina nei settori produttivi. È forte la riduzione delle attività manifatturiere (-6,5 per cento, -184 unità) e di quelle agricole (-161 unità, -7,2 per cento), mentre è relativamente minore il calo nel commercio (-140 unità, -1,6 per cento). Crescono le attività di ristorazione (+77 unità, +2,1 per cento) e quelle dei servizi di informazione e comunicazione salgono molto rapidamente (+72 unità, +9,3 per cento).

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