Le fiere di ottobre: il bilancio del Biologico


BOLOGNA, 19 OTT. 2011 – Grazie a Macfrut e Anuga, ottobre può essere a tutti gli effetti considerato il mese delle fiere dedicate all’agricoltura e al food. Anche nel 2011 l’esposizione italiana e quella tedesca si sono confermate due dei maggiori appuntamenti a livello mondiale nell’ambito dell’ortofrutta e dell’alimentazione, nonostante la crisi. Ad aver tenuto è stato in particolare il biologico, rispetto al quale i mercati restano ottimisti. Lo sostiene Lino Nori, presidente del Consorzio il Biologico, da sempre presente ad entrambe le fiere. Cominciamo dal celebre salone cesenate dell’ortofrutta. Com’è andata?Andiamo a Macfrut già da molti anni come presenza istituzionale, per “esserci” rendendo conto della nostra storia e dei nostri buoni rapporti con molti dei soggetti presenti. Quest’anno la fiera è andata particolarmente bene, cosa che ci ha confermato l’ottima tenuta della struttura Macfrut nonostante la concorrenza di vari nuovi format. E’ una fiera che dopo tanti anni mantiene una vitalità invidiabile, dimostrata dal fatto che attira tutti gli operatori del settore, e dalla presenza delle maggiori istituzioni non solo italiane ma anche europee. La convegnistica di Macfrut è di primo livello: ci dà la possibilità di discutere e di sentire problemi di ogni tipo, e di incontrare nello stesso tempo molti operatori. Una volta c’erano anche convegni sul biologico, che oggi non sono più necessari essendo questo settore diventato un ambito istituzionale e ben conosciuto. In definitiva, gli aspetti che ci hanno convinto di più di questo Macfrut sono stati la grande vivacità, la presenza che si sta estendendo anche ai paesi esteri, particolarmente quelli del bacino mediterraneo e la Cina.E mentre Macfrut si chiudeva, l’8 ottobre apriva a Colonia Anuga.Anuga è la fiera dell’alimentazione più importante e più grande del mondo, con oltre 6000 espositori, in una settimana non si fa in tempo a visitarla tutta. Sono undici padiglioni di cui alcuni sono tripli e altri doppi (cioè su più piani). E’ una fiera dei prodotti alimentari, non specifica del biologico, ma da qualche anno c’è anche un padiglione dedicato al comparto, che ha attratto diverse aziende. Ma il biologico non si trova solo in questo spazio: altre aziende associate al Consorzio si trovavano anche in altri settori convenzionali, perché la loro produzione non è esclusivamente biologica.Un buon segno che indica come il biologico non sia più ghettizzato ai margini dell’industria del food, ma sia entrato a pieno titolo nelle caratteristiche di qualità che i consumatori richiedono.Si può dire che ad Anuga il biologico non si trovi solo nel padiglione dedicato, ma sia “diffuso”. Comunque penso che la formula sia positiva, poiché le aziende che fanno principalmente biologico hanno uno spazio dedicato in cui i loro prodotti vengono valorizzati, mentre le altre trovano collocazioni diverse, inerenti al loro core business. Quest’anno, a parer mio ma anche dei nostri soci, l’edizione è andata benissimo perché c’è stata una grande partecipazione. Le aziende sono rimaste molto soddisfatte perché hanno potuto incontrare tanti potenziali clienti. Non è sempre stato così: il successo di quest’anno dimostra come il biologico sia diventato un’opzione importante per molti produttori e compratori. Facciamo l’esempio del Biofach, altra grande fiera mondiale, ma tutta dedicata al biologico: qui partecipano quei buyers già interessati al settore. All’Anuga si sono incontrati invece molti soggetti che pur non essendo ancora nel mercato del bio sono interessati ad entrarci, o comunque valutano questa possibilità. Questo è un aspetto molto importante, ed è stata un’edizione ottima dal nostro punto di vista: anche qui abbiamo presentato la nostra degustazione, sempre con molto successo”.Che cosa significano le fiere per CCPB e il Consorzio?Quando partecipiamo in forma collettiva, come ad esempio per il Sana o per Anuga, le fiere sono un servizio importante per i nostri soci. In primo luogo perché offriamo un servizio “chiavi in mano”, cioè ci preoccupiamo degli allestimenti anche per le aziende associate, che hanno a disposizione servizi aggiuntivi come il nostro famoso ristorante bio. Con noi i soci riescono ad essere presenti a manifestazioni dove non andrebbero da sole: il primo aspetto è dunque di servizio per loro. Inoltre, andando insieme, si possono ottenere spazi più grandi e una maggiore visibilità. Infine, con questa formula il Consorzio è diventato conosciuto in tutto il mondo: oggi, qualunque operatore importante del settore a livello globale ci conosce. Questo è un vantaggio per il Consorzio ma anche per le singole aziende, che essendo certificate da noi ottengono così il valore aggiunto di un ente noto e stimato in tutto il mondo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet