Le fantasie naziste di Sir Bernie Ecclestone


SABATO 4 LUG 2009 – Ancora uno scandalo a sfondo nazista coinvolge i vertici della Formula Uno. Bernie Ecclestone, proprietario della società che gestisce il circus, svela le sue simpatie per i grandi dittatori del passato lontano e recente. In un’intervista di lucida follia rilasciata al London Times, Ecclestone si è lanciato in un elogio esplicito di Adolf Hitler: "E’ terribile a dirsi, credo, ma a parte il fatto che Hitler si è lanciato in cose che non ho idea se avesse davvero l’intenzione di fare o meno, di certo ha dimostrato di essere in grado di comandare un sacco di persone, in modo da ottenere che quelle cose venissero fatte". Un vaniloquio frutto di una domanda maliziosa del giornalista? No. Perché Bernie si dilunga a spiegare perché, secondo lui, la democrazia sia stata una sconfitta. "La democrazia non ha fatto molte cose buone per un sacco di paesi, incluso il nostro (la Gran Bretagna). I nostri politici sono troppo preoccupati per le elezioni". "Così", ha continuato l’uomo più ricco d’Inghilterra, "abbiamo fatto il grave errore di sostenere l’idea di deporre Saddam Hussein, che era l’unico che potesse controllare quel Paese. E per i Talebani è stato lo stesso". Un Ecclestone, dunque, in versione critica nei confronti delle guerre sostenute dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna in questi anni. Ma non per amore della pace: piuttosto, per simpatia e stima verso i dittatori altrui. "Invadiamo paesi senza preoccuparci della loro cultura. Forse gli americani", ha scherzato ancora Ecclestone, "pensavano che la Bosnia fosse un quartierino di Miami. In Africa le persone muoiono di fame, e noi qui non facciamo nulla". E poi rimpiange l’unico leader britannico che abbia in qualche modo ricordato il piglio di un dittatore: "Amo i leader forti. Margaret Thatcher prendeva decisioni e le faceva rispettare. E’ stata l’unica a far crescere questo paese velocemente.  Questi ragazzi, Tony (Blair) e Gordon (Brawn) sono troppo preoccupati di piacere a tutti".L’intervista giunge dopo che già in passato Ecclestone si era fatto notare per i suoi commenti "disinvolti" su tematiche sensibili. Qualche settimana fa aveva auspicato, scherzosamente ma forse neanche tanto, l’avvento in Formula 1 di un pilota "donna nera ed ebrea, che magari vincesse anche qualche gara". L’anno scorso, inoltre, aveva bollato come"scherzi" gli insulti a sfondo razziale lanciati sul web nei confronti di Louis Hamilton, in vista del Gran Premio del Brasile.La situazione della Formula Uno si tinge dunque sempre più di nero: da un lato, il proprietario simpatizza per i grandi dittatori; dall’altro, l’arbitro, il presidente della FIA Max Mosley, oltre a essere niente meno che il figlio del leader della British Union of Fascists, l’organizzazione che raccoglieva i simpatizzanti nazi-fascisti britannici, è stato coinvolto in uno scandalo di orge a tema nazista.Le reazioni della società civile britannica non si sono fatte attendere, con i rappresentanti delle comunità ebraiche sul piede di guerra nei confronti di Bernie Ecclestone. Ma se il destino del suo compare e grande amico Mosley sembra segnato, con la fine del mandato presidenziale a ottobre, così non sembra per il buon vecchio Bernie, che dall’alto dei suoi miliardi di sterline, dei suoi contratti milionari con le scuderie e con i circuiti, delle sue conoscenze politiche e della sua personale vicinanza alla famiglia reale può anche permettersi, ogni tanto, qualche intervista assolutamente sincera.

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