“Le coppie di fatto danneggiano quelle sposate”


14 GEN. 2011 – Amministrazioni locali diseducative. Questo sono le regioni e i comuni impegnate a eliminare disparità di trattamento tra coppie sposate e coppie di conviventi nell’accesso ai servizi. Un ente a caso tra questi? L’Emilia-Romagna, che nella sua legge finanziaria di un anno fa ha garantito a tutti, coniugi o non coniugi, l’accesso al welfare. Un provvedimento approvato anche dalla Corte costituzionale nel respingere il ricorso presentato dal governo in difesa della "famiglia costituzionale". Che siano costituzionali o meno, al Papa questo tipo di uguaglianza non piace. "L’approvare forme di unione che snaturano l’essenza e il fine della famiglia – ha detto oggi il santo Padre – finisce per penalizzare quanti, non senza fatica, si impegnano a vivere legami affettivi stabili, giuridicamente garantiti e pubblicamente riconosciuti". Un attacco alle unioni di fatto che è avvenuto in occasione del tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno rivolto agli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma. GRILLINI: "ARGOMENTI RIDICOLI"E’ una vera e propria sciocchezza – commenta Franco Grillini, consigliere regionale dell’Italia dei Valori – dire che le coppie non tradizionali qualora siano riconosciute per legge minaccino la famiglia uomo-donna. E perché di grazia? Chi l’ha dimostrato? Guardando alle esperienze del nord Europa, ovvero del mondo civile, risulta esattamente il contrario perché proprio tra Svezia e Francia si registra un vero e proprio boom demografico e un aumento di tutte le forme familiari. Quindi i dati di fatto dicono il contrario delle ridicole affermazioni papiste e cioè che le politiche inclusive di tutte le famiglie fanno bene anche alla famiglia tradizionale". "E’ bene quindi che gli amministratori prestino attenzione non alle religioni e alle loro pretese temporalistiche ma alla propria coscienza e alla responsabilità di dover garantire diritti e tutele a tutti" conclude Grillini, che preannuncia la presentazione, in regione Emilia Romagna, di un progetto di legge sui Pacs "per riaprire nel concreto il dibattito sui diritti pratici e non solo simbolici di tutte le famiglie".ARCIGAY,BENE CONSULTA SU LEGGE EMILIA-ROMAGNAIl pronunciamento della Corte costituzionale è "la migliore risposta al Papa, che non perde occasione per sollecitare la discriminazione delle coppie gay". "Siamo molto soddisfatti – dice Paolo Patanè, presidente di Arcigay – il pronunciamento della Consulta testimonia che il paese è più avanti dei suoi amministratori e pronto ad accogliere leggi laiche che garantiscano diritti-doveri alle famiglie di gay e lesbiche". "Proprio per questo Arcigay, con Certi Diritti e Rete Lenford, si sta rivolgendo ai tribunali per l’acquisizione di diritti: se non ci arriveranno risposte dai politici, ci arriveranno dai giudici e siamo in attesa di una sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo relativa al caso di una coppia gay che vive in Italia composta da un cittadino italiano e uno australiano" conclude.

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