Le Cooperative Industriali si riuniscono a Modena per affrontare la crisi


MODENA, 30 GEN. 2009 – Si è tenuta questa mattina, presso la Camera di Commercio di Modena, l’Assemblea Nazionale delle Cooperative Industriali aderenti a Ancpl-Legacoop. Un incontro inevitabilmente incentrato sulla crisi economica globale e sulle misure che l’Italia deve prendere per contrastare questa situazione di emergenza.Maurizio De Santis, responsabile nazionale delle Cooperative Industriale Ancpl ha dettato, nelcosrso della relazione introduttiva, le linee guida per l’anno appena cominciato. ”La crisi generale non sarà breve – ha sostenuto – e per il 2009 dovremo dare per scontata una diminuzione degli ordinativi, con conseguenze anche pesanti sui bilanci delle imprese e dell’occupazione. Ciononostante, secondo De Santis è necessario "rinnovare il patto sociale con le basi sociali e con i nostri lavoratori, ponendoci come obiettivo principale quello di non licenziare e utilizzando tutti gli strumenti che ci possono essere utili”. "Questa crisi – gli ha fatto eco Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop – potrà essere affrontata anche con una forte convergenza tra forze imprenditoriali e sindacato. In Emilia-Romagna sono 86 le cooperative industriali, su un totale nazionale di 511, con un fatturato di 2,7 miliardi di euro e 8.440 occupati: per il 2009 le previsioni indicano stabilità anche per l’occupazione". L’assemblea è proseguita con l’intervento del presidente della Regione Vasco Errani e con i contributi dei presidenti di diverse cooperative associate. Stefano Bolognesi ha partecipato in rappresentanza delle Ceramiche d’Imola, Giampaololo Mazzoni dei Lavoratori in Legno, Filippo Mantuano della Trafilcoop e Gianluca Versani come rappresentante degli Industriali di Modena. La conclusione dei lavori è stata affidata al presidente di Ancpl Carlo Zini che ha ribadito che "occorre mettere in campo ogni sforzo per ridurre al minimo gli effetti negativi della crisi che avanza sulle imprese associate, facendo leva anche sulle potenzialità positive presenti nel complesso manifatturiero".

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