Le cooperative in campo contro la crisi dell’ortofrutta


BOLOGNA, 19 LUG. 2011 – Non solo pesche e nettarine – protagonistre della protesta di Coldiretti ieri in Regione – ma anche susine, albicocche, angurie e meloni registrano quotazioni in calo mediamente di oltre il 30% rispetto all’anno scorso. Di fronte alla grave crisi che sta interessando l’ortofrutta estiva, che rischia tra l’altro di mettere a repentaglio numerosi posti di lavoro, le centrali cooperative dell’Emilia-Romagna hanno messo a punto un documento con alcune proposte concrete che verranno presentate alle autorita’ nazionali ed europee per superare l’attuale congiuntura negativa in maniera rapida e definitiva.Fedagri/Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci chiedono innanzitutto che l’Unione Europea porti al 10% la percentuale massima della produzione di pesche e nettarine ritirabile dal mercato, incentivando la destinazione del prodotto alla distribuzione gratuita a favore degli indigenti. Parallelamente, occorre anche adeguare i massimali di aiuto previsti dalla normativa comunitaria per questi ritiri. Le attuali misure di prevenzione e gestione delle crisi di mercato si sono infatti dimostrate inadeguate a tutelare i produttori e pertanto appare indispensabile modificare l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM). Oltre a cambiare le regole sui ritiri, sarebbe opportuno anche favorire l’istituzione di un fondo destinato ad assicurare crediti derivanti da esportazioni verso Paesi terzi e la costituzione di fondi mutualistici cofinanziati dalle Ue e gestibili direttamente dalle Op o dalle Aop per sostenere i prezzi in caso di crisi, nonche’ valutare nuove forme assicurative per garantire ai produttori la salvaguardia del reddito. Infine – si sottolinea in una nota emessa a conclusione di un incontro oggi a Bologna – risulta indispensabile aprire un tavolo di confronto con la Grande Distribuzione che porti all’approvazione di un "codice etico" in grado di tutelare meglio i diversi protagonisti del settore ed in particolare i produttori, che oggi rappresentano l’anello debole della filiera. Tutto cio’ attraverso il raggiungimento di obiettivi quali la trasparenza delle pratiche commerciali, la realizzazione di azioni promozionali concordate, la corretta informazione sui prodotti ortofrutticoli proposti nei punti vendita delle diverse catene commerciali.

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