Le ali tarpate dell’aeroporto di Parma


PARMA, 24 AGO. 2012 – La spending review atterra negli aeroporti italiani. Il governo Monti è deciso a ridurre notevolemente il numero degli scali. Lo prevede un Piano nazionale degli aeroporti redatto dall’Enac assieme alla consulenza di centri studi quali Nomisma, OneWorks e Kpmg. L’intenzione è di portare a una trentina i sessanta attuali scali nazionali. Operazione che permetterebbe di sviluppare le infrastrutture ritenute più strategiche a scapito di quelle considerate meno importanti. Tra queste ultime vi è l’aeroporto di Parma che rischia vedersi chiudere tra qualche mese i rubinetti dei finanziamenti statali. A quel punto, a sostenere i conti dell’infrastruttura, dovrebbero subentrare gli enti locali. Compito già da ora giudicato impossibile dal Comune di Parma. "Le casse comunali non permettono un ulteriore sforzo economico", dice il sindaco a cinque stelle Federico Pizzarotti. "La politica di questa Giunta – precisa – non cambia a seconda dell’argomento: mai più manie di grandezza, né investimenti scellerati che possano portarci ulteriori difficoltà economiche". "Rilanciare l’immagine e l’utilità dell’aeroporto Verdi è però nella nostra politica", aggiunge comunque il sindaco: "Stiamo agendo con l’ottica di riportarlo nella sua giusta dimensione, considerandolo di vitale importanza per due nostre eccellenze, turismo e commercio, alle quali non intendiamo assolutamente rinunciare". "Per questo – prosegue – noi lanciamo un messaggio a Palazzo Chigi: è nei prossimi programmi della Giunta un tavolo istituzionale a cui sono invitate tutte le parti in causa. Se per l’aeroporto Verdi deve arrivare un aiuto economico, infatti, sarà da Roma che deve partire. Dal governo pretendiamo di non essere lasciati soli".

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