Lavoro, una campagna per dire no allo sfruttamento


BOLOGNA, 16 DIC. 2011 – “Ti sfruttano sul lavoro? Subisci violenze, minacce, ricatti? Chiamaci”. Un messaggio semplice e diretto, che comparirà sugli autobus, negli uffici pubblici, nelle sedi dei servizi sanitari e in quelle sindacali dell’Emilia-Romagna.  E’ lo slogan della campagna partita oggi a Bologna e Ferrara, e nei prossimi giorni anche a Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Cesena e Ravenna, per veicolare un sistema di interventi di protezione per chi è vittima di grave sfruttamento sul lavoro.Per due settimane verranno distribuiti opuscoli, manifesti e locandine nelle sei lingue parlate dalle etnie maggiormente coinvolte nel fenomeno dello sfruttamento. E uno spot radiofonico in italiano ed in inglese verrà trasmesso attraverso un network di radio locali in grado di coprire l’intero territorio regionale. Promossa dall’assessorato regionale alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto “Oltre la Strada”,  la campagna ha l’obiettivo di diffondere il Numero Verde nazionale contro la tratta, 800-29029, il numero gratuito con servizio multilingue, attivo 24 ore su 24. La Regione da 15 anni è impegnata a portare avanti il programma contro la tratta e la riduzione in schiavitù, con il supporto degli enti pubblici locali e del terzo settore. Secondo i dati raccolti e aggiornati a ottobre 2011, gli stranieri che hanno usufruito del programma di protezione previsto dalla legge contro la tratta (decreto 286/98) sono stati 191. Ad essere sfruttati sono soprattutto gli uomini (161) tra i 30 e i 40 anni che lavorano principalmente nell’edilizia. Tra i settori, dopo l’edilizia, seguono i lavori nei campi, quello della vendita dei gadget, il volantinaggio e il badantato, quest’ultimo con una presenza prettamente femminile. Gli sfruttatori sono principalmente italiani. A segnalare tante storie difficili sono gli avvocati e le forze dell’ordine, anche se sono in aumento le segnalazioni da parte dei punti ‘antenna’ del territorio come le associazioni, la rete “Oltre la strada”, le strutture sanitarie e i sindacati.“Ogni anno ‘Oltre la Strada’ fornisce assistenza e protezione a donne, uomini e minori che riescono a sottrarsi allo sfruttamento sessuale, lavorativo, o nel campo dell’accattonaggio o delle attività illegali, come furti o spaccio. – spiega l’assessore regionale Teresa Marzocchi – Quello del lavoro para-schiavistico è un fenomeno in crescita ma, per molti motivi, difficile da far emergere. La paura di queste persone, per lo più immigrati, è di essere denunciati a causa della loro condizione di clandestinità, e la scarsa conoscenza dei loro diritti aggrava la situazione”.
“La campagna – prosegue l’assessore Marzocchi – punta soprattutto a rendere visibili e a contrastare quelle forme di grave sfruttamento in campo lavorativo che, soprattutto in questo periodo di crisi economica, sono in crescita anche nella nostra regione, ad esempio con il meccanismo dei sub-appalti. Questa campagna è una delle tante iniziative contro l’illegalità che la nostra Regione mette in campo per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”.

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