Lavoro. La festa e la lotta riempiono il teatro Duse


BOLOGNA, 2 APR. 2012 – Musica e colore su un palco in cui si incontrano politica e diritti del lavoro, un partito, il Pd, e un sindacato, la Fiom. La musica è quella del concerto, organizzato dal Partito democratico di Bologna inizialmente per protestare contro la decisione presa dalla Magneti Marelli, poi cancellata, di eliminare la bacheca con ‘l’Unita" dallo stabilimento. Il colore è il rosso delle bandiere Fiom, i metalmeccanici della Cgil usciti vincitori dal contenzioso in tribunale sulla loro cacciata dall’azienda bolognese del gruppo Fiat.Ad aprire le danze è stata ‘Eskimo’ di Francesco Guccini, interpretata dalla Bandabarbò, e poi un messaggio in video del cantante, che ha detto: "Adesso c’é la riforma del lavoro, ci sono queste polemiche sull’articolo 18, mi sembra che stiamo tornando indietro. Certi diritti acquisiti stanno scomparendo o sono in via di scomparsa". In prima fila c’era Pier Luigi Bersani che coi giornalisti ha parlato del rapporto tra chi fa politica e chi tutela i lavoratori. "Il sindacato fa il suo mestiere – ha detto Bersani – il partito ha una sua idea di società e quindi anche dei diritti del cittadino lavoratore, che sono diritti di presenza, di organizzazione e di espressione in tutti i luoghi di lavoro. Questo per noi è il punto dirimente". Bersani dal palco ha anche sottolineato il tema che deve stare al centro della politica del Pd: "Ci siamo allontanati dal baratro della crisi finanziaria – ha detto – anche se le tormente ci sono ancora, dobbiamo affrontare una recessione molto pesante e quindi adesso la massima attenzione dev’essere data al lavoro".Sulla scena del teatro Duse si sono alternati numerosi intellettuali ed artisti. Dalla Bandabardò al poeta Gualtiero Bertelli, da Alessandro Benvenuti a Roberto Vecchioni, da Moni Ovadia a Simone Cristicchi. La parola è stata data anche a un delegato Fiom della Magneti Marelli, Arrigo Tolomelli, che ha ricordato i 150 licenziamenti in tronco avvenuti nella fabbrica bolognese nel 1954. E riferendosi alla recente ‘cacciata’ dei delegati della Fiom dalla Magneti Marelli, ha concluso: "I diritti che chiamiamo acquisiti vanno difesi giorno per giorno, ed è sempre possibile dire di no".

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