Lavoro. Intesa tra sindacati e artigiani su ente Eber


BOLOGNA, 13 APR. 2011 – Ratificato, nella giornata di ieri, l’accordo tra Cgil, Cisl, Uil Emilia-Romagna e le associazioni artigiane per il ripristino dell’Ente Bilaterale dell’artigianato regionale. Lo rende noto, il segretario regionale della Cgil e responsabile delle politiche industriali e contrattuali, Antonio Mattioli. COS’E’ L’EBER Il comunicato spiega che l’Ente, costituito dalle parti sociali, interviene per integrare il reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro per ragioni legate alla crisi (in aggiunta agli ammortizzatori sociali), per sostenere interventi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, per incentivare la stabilizzazione dei livelli occupazionali, per sostenere progetti sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili, per agevolare la certificazione etico-sociale delle imprese, per integrare l’astensione facoltativa post-partum sino all’80% della retribuzione della lavoratrice madre e/o del lavoratore padre (oggi per legge l’Inps eroga un’indennità del 30%).IL RUOLO DEL SINDACATO "L’intesa raggiunta – scrive Mattioli – conferma nei fatti la titolarità contrattuale delle categorie e il ruolo pubblico degli ammortizzatori sociali. In questa regione abbiamo dimostrato ancora una volta che è fallita l’idea ‘sacconiana’, sposata da Cisl e Uil nazionali, unitamente alle Associazioni imprenditoriali, di relegare il ruolo del sindacato a puro gestore di servizio, abbandonando il ruolo negoziale e di rappresentanza sociale".QUI IL MODELLO DI SACCONI NON ATTECCHISCE A giudizio di Mattioli, ancora, "l’accordo raggiunto dimostra inoltre che il riconoscimento della dignità della rappresentanza, la tutela dei diritti individuali e collettivi, la buona bilateralità, la centralità dei contratti collettivi nazionali, territoriali, aziendali, possono essere occasione di coesione sociale e sviluppo. In una regione dove la crisi lascerà ferite profonde e dove un comparto come l’artigianato occupa circa 100.000 lavoratrici e lavoratori – conclude – l’accordo di ieri dimostra che esiste un’alternativa al modello ‘sacconiano’ che la Cgil osteggerà in tutti i modi a partire dallo sciopero generale del 6 maggio".

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