Lavagetto, e la bolletta è senza tetto


PARMA, 9 APR. 2009 – La Procura di Parma ha aperto un’inchiesta sulla vicenda delle bollette stratosferiche accumulate dal cellulare di servizio dell’assessore alle Politiche scolastiche della città emiliana, Giampaolo Lavagetto. Lo ha detto il procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia. Il procuratore ha precisato che il fascicolo d’indagine è stato aperto dopo che il Comune di Parma ha segnalato, con una comunicazione ufficiale in Procura, ‘l’anomalià riguardante i costi di utilizzo del cellulare dato in uso all’assessore della giunta guidata da Pietro Vignali. Per il momento non sono stati iscritti indagati a registro.La Procura intende compiere accertamenti per verificare le cause di costi così esorbitanti. Nel periodo che va da agosto del 2008 al gennaio del 2009, Telecom ha addebitato al cellulare utilizzato da Lavagetto bollette per complessivi 90.000 euro. L’amministratore comunale, se fossero riscontrati dalla magistratura profili di responsabilità, potrebbe essere accusato di peculato. Allo stato, però, non si escludono altre ipotesi, anche se la società di telefonia mobile sostiene che il telefonino non è stato ‘clonato’ né oggetto di altri atti di ‘pirateria’ telefonica, ma che il traffico telefonico è stato regolarmente eseguito. La maggior parte dei costi sostenuti derivano dall’utilizzo di connessione ‘wap’, quella che consente ai telefonini di navigare su internet.Lavagetto, che è candidato del Pdl alla Presidenza della Provincia di Parma, dal canto suo sostiene che il problema è dovuto ad una "errata configurazione del telefonino" di cui non era al corrente. La vicenda è esplosa a poche ore dall’investitura di Lavagetto a candidato alle provinciali da parte del direttivo del Pdl.

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