Lapo Elkann: “Comprola Ducati, anzi no”


2 APR. 2012 – Da circa un mese a questa parte la Ducati sta accelerendo la ricerca di un partner di rilievo mondiale che entri nell’azionariato. In pole position ci sono i tedeschi dell’Audi, gruppo Volkswagen, ben intenzionati a ottenere l’esclusiva del mito motociclistico emiliano. Contemporaneamente Investindustrial, la finanziaria di Andrea Bonomi attuale proprietaria di Ducati, pare voglia tirare dritto per quotare l’azienda ad Hong Kong. Scenari che hanno fatto storcere il naso ai soliti difensori dell’italianità dei prodotti famosi di casa nostra. Concetto piuttosto astratto, visto i giri contorti che spesso si devono fare nei paradisi fiscali per sapere chi davvero sta dietro alle finanziarie. L’ultimo a preoccuparsi del fatto che Ducati possa finire in mani straniere è Lapo Elkann, il fratello più piccolo del presidente della Fiat John."Mi considero un grande patriota e mi dispiacerebbe molto se la Ducati venisse venduta all’estero e finisse in cattive mani. I manager hanno fatto una richiesta economica esosa. Cosa farei se abbassassero le pretese? In quel caso sì. Potrei pensare davvero di farmi avanti con un’offerta". Lo dice Lapo Elkann in un’intervista a Panorama Icon, il magazine dedicato alla moda e agli stili di vita del settimanale edito da Mondadori.Un prezzo, quello della Ducati, dunque troppo alto per le tasco di Lapo Elkann, che attualmente si occupa di "Ferrari Tailor Made", progetto di personalizzazione e ‘customizzazione’ delle rosse di Maranello. Per far perdere le speranze anche a quelle due o tre persone che per un momento avevano pensato a un Lapo salvatore di Ducati, arriva la smentita dell’eterno giovane del Lingotto: "Non ho mai pensato di fare un’offerta concreta per la Ducati. Il mio era uno slancio patriottico nei confronti di un’azienda di moto che ho sempre amato, vicina di casa della Ferrari in Emilia". In altre parole, da oggi le cazzate si chiamano slanci patriottici.

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